AMETA'TEMA

Mostra di lavori prodotti dagli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Catania provenienti dal Corso di Anatomia Artistica e di Fenomenologia del Corpo Mostra di lavori prodotti dagli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Catania provenienti dal Corso
Cosa Arte
Quando dal 25 febbraio al 2 marzo 2012 Ore Tutti i giorni: 9/13; 15.30/19. Domenica: 9/13.
Dove Palazzo della Cultura / via Vittorio Emanuele, 121 - Catania
Prezzo Ingresso libero
 

Info inaugurazione ore 17
Nessuno conosce l’essenza degli specchi e nessuno penetra il loro segreto tranne Alice nel paese delle meraviglie.  [Luigi Pintor]
 
 La mostra che rimarrà aperta al pubblico sino a giorno 12 marzo è curata da Giovanna Lizzio, Marilisa Yolanda Spironello, Sabrina Paneforte e propone i lavori artistici degli studenti che hanno approfondito la ricerca dell’identità percorrendo il corpo con l’uso di linguaggi e materiali diversi.

Con, attraverso e dentro lo specchio ci si ammira, ci si rifrange, ci si gioca, ci si perde. Narciso, nello stesso tentativo di Alice, finì per annegare senza riuscire a risolvere il mistero. Per l’artista questo strumento diventa un affascinante trasmettitore ed inventore di immagini, elemento di autoriconoscimento per sé e per chi guarda.

Lo specchio ha attraversato la storia dell’arte come strumento di autoindagine; come allegoria; come ricerca di uno spazio che andasse oltre la tela all’interno dell’opera stessa; come moltiplicazione dell’immagine; cme distorsione dell’immagine; come immagine che fosse specchio per una moltitudine: la fotografia si fa specchio e restituisce al visitatore un’idea di sé.

L’identità riflessa è il motivo conduttore della mostra ametàtema che il Comune di Catania insieme all’Accademia di Belle Arti di Catania, presenta nei locali del "Caffè Letterario" di Palazzo Platamone, sabato 25 febbraioalle ore 17.

Il titolo “ametàtema” ha un senso duplice: da una parte è un palindromo che riporta al tema dello specchio, si può leggere da sinistra a destra o da destra a sinistra conservando sempre lo stesso significato ma, a differenza di uno specchio, non ci restituisce un’immagine invertita ma veritiera, così come si pretende dai lavori artistici; si tratta poi di studenti, artisti a metà percorso, in formazione, ma con grande talento creativo.

Affascinati dal mito di Narciso, quest’ultimi, hanno giocato con l’altro da sé; hanno sottolineato la presenza ubiquitaria dello specchio nel quotidiano; hanno usato superfici riflettenti proponendole come materia pittorica e scultura; hanno lasciato “tracce”fotografiche di performance allo specchio; sono intervenuti sul loro corpo lavorando sulla specularità e sulla simmetria.

Queste testimonianze, di fatto, rappresentano come dall’analisi della corporeità e della sua struttura anatomica (e prossemica), dalla stessa indagine della natura fenomenica ed esistenziale, possano nascere e articolarsi nuovi interrogativi e possibili soluzioni, investigando quell’altro da Sè indispensabile ad una ridefinizione identitaria. Un percorso espositivo che conferma, ancora una volta, l’alto livello qualitativo che contraddistingue l’Accademia di Belle Arti di Catania.

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