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Edda

Rassegna "Margini"
Cosa Musica
Quando 6 dicembre 2017 Ore 21:00
Dove Teatro Coppola - Teatro dei Cittadini / via del Vecchio Bastione, 9 - Catania
Prezzo Sottoscrizione minima di 6€
Margini presenta: Edda
Dopo sei album con i Ritmo Tribale e quattro da solista (tre originali e un EP live), EDDA torna con “GRAZIOSA UTOPIA”, un disco maturo, forte e disperato, denso di suggestioni, spiritualità, provocazioni e amore incondizionato.

Edda nasce artisticamente alla fine degli anni ’80 come cantante dei Ritmo Tribale, storica band seminale nel mondo del rock italiano, con cui ha realizzato cinque dischi e centinaia di concerti.
Poi una lunga pausa dalla musica e dalla vita sociale. Una crisi personale, anni difficili, droga, comunità di recupero. Tutto sviscerato nelle canzoni che comporranno il suo primo disco solista.

2009: esce Semper Biot, prodotto da Taketo Gohara, pubblicato da Niegazowana. Un debutto scarno e lancinante, un diario intimo che sa di doloroso miracolo. Numerosi gli ospiti, tra cui Mauro Pagani al violino, e tanti gli ammiratori illustri di questo disco, da VINICIO CAPOSSELA a Manuel Agnelli. Osannato dalla critica come uno dei dischi più puri degli ultimi anni. Anche Daria Bignardi l’ha voluto ospite nel suo programma L’Era Glaciale, dove il cantautore ha saputo raccontare il suo universo con spiazzante sincerità. Parte un tour lungo un anno, durante il quale Edda ha, tra le altre cose, condiviso più volte il palco con gli Afterhours, duettando con loro il suo brano “Milano”. Semper Biot viene candidato al Premio Tenco come “miglior esordio dell’anno”.

2010: esce l’ep live In Orbita, registrato a Radio Capodistria. Il mini-album fotografa la poesia di un suo concerto. Oltre ai brani tratti da Semper Biot, degna da citare la cover della bellissima canzone di Moltheni “Suprema”.

2012: esce Odio i vivi, un album più denso e ricco dal punto di vista degli arrangiamenti, costituito dalla sperimentazione orchestrale, sempre con la produzione di Taketo Gohara. Il disco ottiene ancora una volta grandi consensi dalla critica, per molte delle testate è disco del mese. Il mensile Blow Up gli dedica la copertina. Il PIMI gli conferisce il premio come miglior artista dell’anno 2012. Viene candidato nuovamente al Premio Tenco, questa volta nella sezione “Miglior disco dell’anno”.

2014: esce Stavolta come mi ammazzerai?, l’album rock della sua carriera solista. Prodotto da Fabio Capalbo, è il lavoro che consacra Edda come uno dei più significativi cantautori italiani. La critica è unanime nel dichiarare che è uno dei dischi italiani più belli del decennio. Altri dichiarano che era da “Hai paura del buio?” che non si sentiva un disco così. Ma è soprattutto il pubblico a fare la differenza questa volta, aumentando considerevolmente e dimostrando grande attaccamento durante le 70 date del tour.

***
RASSEGNA MARGINI
màrgine s. m. (ant. f.) [lat. margo -gĭnis, m. e f.] 2. fig. a. In locuz. particolari: al m., e più spesso ai m. di ..., al limite, in una posizione di confine, in una situazione che non è più o non è ancora quella di riferimento.

Il margine per definizione delimita uno spazio. Pone un prima e un dopo, un qui e un lì, prevede una presa di posizione in senso letterale: da questa o da quella parte.
Anche gli integralismi – politici, economici, religiosi, personali, alimentari, estetici, sessuali, filosofici – definiscono un noi e un voi. È doveroso appartenere a qualcosa e pretendere una collocazione: da questa o da quella parte.
Eppure esiste uno spazio di mezzo, quella porzione infinita che sta proprio dentro la linea di demarcazione, l’informe indeterminato che è la terra di nessuno e che non ha dimora all’interno di quella rigida struttura binaria.
In questo quadro, delimitato dalla ricerca ossessiva della perfezione, chi è l’outsider?
Non è certo colui che si tira fuori, rinunciando alle cose o indugiando nell’osservazione acritica. Non è il “forestiero della vita”.
Piuttosto sta in mezzo, in bilico tra la sospensione della grazia e l’attrattiva dell’oscurità. Non è un uomo ordinario, e neppure un vero eletto. Abbastanza lucido per rendersi conto che la vita non è ciò che appare, ma nemmeno ciò-che-è, egli prova audacemente a trasformare la propria vicenda in un’avvincente corsa a ostacoli dello spirito. Non è toccato dalla misericordia dei santi, così come non ha la tempra degli illuminati. Egli non è un dormiente, eppure non è completamente risvegliato.
Per questa sua natura non rintracciabile, non di rado, la società lo teme.
E lo massacra.
“There is a crack in everything, that's how the light gets in”, canta Leonard Cohen.
Una crepa, un errore, un margine d’imprecisione attraverso il quale penetra la luce. Simile a quella pratica giapponese - il kintsugi – attraverso la quale si riparano gli oggetti preziosi riempiendo d’oro le linee di rottura. Le cicatrici, le crepe diventano margini di risoluzione. E raccontano una storia.
Ed è proprio al Teatro Coppola, spazio borderline aperto a ogni contraddizione, che nasce “Margini”, rassegna dedicata agli autori più felicemente controversi – quanto incollocabili – della nostra scena musicale italiana.

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