Con l’avvicendarsi di governi, economie e sistemi politici, l’idea del ponte sullo Stretto di Messina ritorna puntuale a impegnare dibattiti, oppure rimane sopita, nascosta, proprio come i mitici mostri Scilla e Cariddi. Non si discute qui della sua necessità, dell’importanza socio-economica; si parla d’altro: verrebbero distrutte case e strade, rasi al suolo cimiteri e nuclei boschivi, sparirebbero mestieri e microeconomie; verrebbe dunque intaccato pericolosamente il tessuto sociale, così delicato nei suoi equilibri già precari per annose, secolari questioni che ancora oggi fanno del meridione il “meridione”.
Riusciremo a mantenere intatta la nostra integrità morale di fronte al ricatto che ci obbligherà a cambiare casa, abitudini e modi di pensare? Una riflessione a priori, quella proposta, attraverso il viaggio di una famiglia – madre, padre e figlio – in luoghi ormai cancellati, bui, dove scoppia la violenza ed emerge con forza l’incapacità di comunicare con i luoghi e le persone.
Malastrada, commissionato a Tino Caspanello da Riccione Teatro, per ExtraCandoni – Udine, ha ricevuto al suo debutto il Premio di Legambiente, per l’impegno civile; è stato segnalato al Premio TuttoTeatro – Dante Cappelletti, Roma, dicembre 2007. Il testo è pubblicato su Hystrio n. 4, 2010.
di Tino Caspanello
regia di Tino Caspanello
con Cinzia Muscolino, Tino Calabrò, Tino Caspanello
elaborazione suono Giovanni Renzo, costumi Cinzia Muscolino, assistente alla regia, luci e audio Andrea Trimarchi, scena Tino Caspanello