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TRA VOCE E INFANZIA

incontro con Chiara Guidi (Socžetas Raffaello Sanzio)
Cosa Incontri, Teatro
Quando 21 maggio 2017 Ore 19:00
Dove Teatro Coppola - Teatro dei Cittadini / via del Vecchio Bastione, 9 - Catania
Prezzo Sottoscrizione volontaria
Per la rassegna Aritmie • Variazioni e Interferenze del Contemporaneo Tra voce e infanzia 
incontro con Chiara Guidi (Socìetas Raffaello Sanzio)

Un'occasione davvero preziosa e imperdibile al Teatro Coppola per la rassegna "Aritmie": un incontro con Chiara Guidi della Socìetas Raffaello Sanzio, una delle più importanti compagnie di teatro sperimentale del panorama mondiale, che ha calcato i palchi dei teatri delle principali capitali del mondo e che è stata insignita dei premi internazionali più prestigiosi.

"Mi guida un’intuizione: cercare il teatro nello spazio tra infanzia e voce.
Perché lì, tra infanzia e voce, credo che il teatro possa porre l’accento sulla propria capacità originaria di sollevare la parola con quella forza manifestativa che, tra le arti, è propria della musica.
In quello spazio, che è un campo di forze, occorre scavare e sollevare, come avviene con un relitto dimenticato nel fondo del tra.
Sollevare qualcosa che non si vede, ma c’è. E credere, senza spiegarlo, in ciò che non è ancora. Come fanno i bambini."

[Chiara Guidi]

La Socìetas Raffaello Sanzio,
una delle più importanti compagnie di teatro sperimentale del panorama mondiale, che ha calcato i palchi dei teatri delle principali capitali del mondo e che è stata insignita dei premi internazionali più prestigiosi, viene fondata a Cesena nel 1981 da Chiara Guidi, Romeo Castellucci e Claudia Castellucci. Esperienza fondamentale per le arti della scena, per l’irreversibile alterazione delle convenzioni teatrali e l’intensa volontà di rifondazione sostenuta da scelte estetiche di forte impronta etica e politica, la Socìetas si muove in una concezione del teatro come arte che raccoglie tutte le arti, dove la rappresentazione è completamente aperta verso tutti i sensi della percezione, come in un sistema di forze. La ricerca artistica della compagnia si è sviluppata attraverso un articolato percorso evolutivo: in trentacinque anni di incessante costruzione iconografica, la Socìetas Raffaello Sanzio ha dato forma ad una nuova espressività mutuando linguaggi e pratiche provenienti dall’universo archetipico del discorso (oratoria e retorica), della rappresentazione in pittura e scultura (dal classicismo greco all'araldica ai processi di sintesi granulare dell'immagine al disegno animato), della scienza e della tecnica (dalla fonologia alla meccanica, dalla medicina endoscopica alla chimica e batteriologia), del mondo sonoro (dal canto gregoriano al processamento elettronico e digitale del suono), delle discipline legate alla spazialità (geometria, matematica, astronomia), attraversando e forzando diversi sistemi di rappresentazione, dal teatro, alle arti visive, il cinema, l'opera, la danza, la filosofia, il teatro per l’infanzia.

Chiara Guidi, nello specifico, sviluppa una personale ricerca sulla voce come chiave drammaturgica capace di dischiudere suono e senso di un testo, ma anche come corpo, azione, disegno, rivolgendo la propria tecnica vocale – perfezionata negli anni con la collaborazione del compositore americano Scott Gibbons – sia a produzioni per un pubblico adulto, sia elaborando una specifica concezione di teatro legato all’infanzia. La voce è per Chiara Guidi una materia da conoscere e plasmare, ma anche un veicolo che porta la parola a vivere al di là del significato. È la messa in atto di una visione che non si appoggia sul significato, ma sul suono e che in questo levare riporta il teatro alla propria origine. Da qui l’idea di infanzia del teatro e il rivolgersi ai bambini come fonti originarie, costruendo intorno ad essi, senza mediazioni, le condizioni fondamentali per lo sviluppo di un immaginario profondo.

Aritmie • Variazioni e Interferenze del Contemporaneo
«Appartiene veramente al suo tempo, è veramente contemporaneo colui che non coincide perfettamente con esso né si adegua alle sue pretese ed è perciò, in questo senso, inattuale; ma proprio per questo, proprio attraverso questo scarto e questo anacronismo, egli è capace più degli altri di percepire e afferrare il suo tempo»
[G. Agamben, “Che cos’è il contemporaneo?”]

Nella regolarità del flusso sanguigno del tempo presente, nel ritmo confortante e assopente dei suoi impulsi, nell’equilibrio anestetizzante dei suoi stimoli, l’aritmia interviene a sovvertire, nell’attimo inatteso, le idee stesse di regolarità, equilibrio e ritmo. Senza farsi equilibrio a sua volta, senza dettare un nuovo ritmo, ma efficace e potente proprio perché resta ciò che è capace di spezzare e perturbare, perché si fa davvero contemporaneo nella propria impossibilità d’accordarsi e armonizzarsi. In uno spazio teatrale anomalo che mette in discussione i modelli senza farsi modello ma incessante irregolarità, come il Teatro Coppola, nasce Aritmie. Variazioni e Interferenze del Contemporaneo, una rassegna dedicata ai più importanti e interessanti battiti fuori tempo di questo nostro tempo, che hanno segnato e continuano a segnare il teatro contemporaneo nelle sue varie forme. Perché, sottratto alla prevedibilità del suo consueto scorrimento, il flusso sanguigno deviato dall’aritmia può imboccare – e imbocca – strade, percorsi e conformazioni differenti e imprevedibili. È così che quest’irrompere del contemporaneo si fa, in Aritmie, non soltanto opere teatrali, ma incontri, laboratori, ibridazioni con il linguaggio filmico, per fare sì che il Teatro Coppola – con l’ausilio di una sottoscrizione minima più che accessibile a tutti, necessaria al sostegno dell’organizzazione di un progetto e di una proposta simile e decisamente inferiore al costo di qualunque biglietto per tali eventi in spazi convenzionali – possa farsi luogo di passaggio di ciò che il teatro contemporaneo ha di più rilevante e affascinante da offrire e che è quasi impossibile riuscire a vedere dalle nostre parti. Aritmie in uno spazio aritmico per vocazione, dunque, perché, come scrive Agamben, non è il contemporaneo a subire simili interferenze e variazioni, ma sono proprio queste variazioni e interferenze a configurarsi come il vero contemporaneo: questa interferenza nel presente che si fa anacronismo, questa variazione del ritmo attuale che si rende inattuale, questa irregolarità del tempo che ci permette di percepire, in tutta la sua forza inafferrabile, questo nostro tempo.

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