anno_zero " A(s)sulu"

Cosa Teatro
Rassegna SCENA NOSTRA
Quando dal 17 febbraio al 30 marzo 2012 Ore 21
Dove Teatro GARIBALDI di ENNA / piazza GARIBALDI - Enna
Prezzo 10€
RASSEGNA DI TEATRO CONTEMPORANEO
UN PROGETTO BABEL
www.scenanostra.it

17 febbraio 2012
RIDING BUK
di e con Cristiano Nocera
produzione Lavoro Nero Teatro

Riding Buk è un monologo vivente dedicato all’universo di Charles Bukowski. È innanzi tutto un’incontro intimo tra il pubblico e l’attore. Se conosciamo già Bukowski da sui scritti, lo incontriamo con piacere al bancone, così come si rivede un vecchio amico davanti ad un bicchiere di whisky. Se non lo conosciamo ancora, è una nuova pagina che si apre, facciamo così l’incontro di Henry Chinaski, Hank, Buk, della sua visione dell’America dei sui tempi, della guerra, del sesso, del mondo. Lo spettacolo, articolato in più quadri, è poetico, duro, divertente, sensibile, a fior di pelle e fortemente ancorato alla realtà.


2 MARZO 2012
GIOtto- STUDIO PER UN TRAGEDIA

di e con Giuseppe Provinzano
drammaturgia sonora Gabriele Gugliara
luci Fabio Bozzetta
installazione scenica Fernanda Filippi
produzione BABEL

(Dal testo...)
Ed è per questo signori miei...
..che stasera vi si racconterà la storia di Genova...
..di come essa sia divenuta...per forza di cose, s’intende,..
un luogo della mente e della memoria.
città simbolo Della tragedia moderna
Parimenti a tante altre Paragonabile alle più illustri
Parlo di TebeParlo di Troia
Il luogo della tragedia moderna
Che è stata Che è Che sarà
Ma nonostante essa, La tragedia s’intende,
Nn la si possa ancora rappresentare
...e vuoi perche ancora trattasi come cronaca...
e vuoi perche i personaggi nn sono ancora personaggi ma persone
essa già corre, corre e si racconta e va di voce in voce
ancora riecheggiano suoni e suggestioni, il passato prossimo è il tempo indicativo con l’aggiunta dell’imperfetto per le ovvie circostanze, ma essa già corre, corre e si racconta e va di voce in voce. solo cosi’ un giorno un novello eschilo, sofocle, euripide o chi per loro potra forse scrivere di genova e dei tragici giorni del 2001
quando i personaggi saranno ben definiti,ben definite le tesi
altrettanto le antitesi e tutto il resto...

16 marzo 2012
RICHARD III (overu la nascita dû novu putiri)

Di William Shakespeare.
Regia e Traduzione in siciliano Giuseppe Massa.
Con Simona Malato.
Scene e Costumi Simone Mannino.
Luci Rudy Laurinavicius.
Assistente alla regia Simona D’Amico.
Aiutocostumista Isabella Stefanelli.
produzione ASSOCIAZIONE BOGOTA'
in collaborazione con A.C. Sutta Scupa e Nostra Signora c.c.d.

La crudele e approfondita analisi sui comportamenti dell’uomo quando quest’ultimo entra in relazione col potere è il motivo principale che mi ha spinto a mettere in scena un classico del teatro qual è il Riccardo III di Shakespeare. In questo primo step abbiamo deciso di concentrarci sull’universo femminile presente nell’opera: tre donne a lutto, tre donne d’età diversa, tre differenti cariche emozionali accumunate però dalla stessa via crucis fatta di dolore e tradimenti. Quasi il riflesso triplicato di una stessa regina ripetutamente spodestata, ripudiata, abbandonata. All’interno di questo cimitero del potere perduto, il nostro Riccardo, diabolico affascinate mostro assassino, non poteva che essere un’ulteriore emanazione di quell’universo femminile che è stato capace di generarlo. La traduzione in lingua siciliana ci ha consentito di esplicare al meglio le dinamiche emotive e psicologiche dei personaggi, ed ha esaltato le atmosfere poetiche e senza tempo del testo shakespeariano. Il nero è il colore predominante: il nero del lutto, del fascismo, della lugubre notte in cui è precipitata un’umanità ubriaca di sangue. In questo primo studio nessuna fievole luce di redenzione c’è sembrata trapelare dalla coltre di corruzione e decadenza di questo mondo (ahimè!) così simile al nostro.


30marzo 2012
... DOVE LE STESSE MANI

Testo e regia
Dario Muratore e Dario Mangiaracina

con Dario Muratore
Musiche originali eseguite dal vivo
da Dario Mangiaracina
produzione COMPAGNIA QUARTIATRI

Lo spettacolo si articola tra italiano e dialetto in un racconto che ha come voce narrante un uomo ucciso per sbaglio dalla Mafia.
Come nelle più classiche delle storie, Pino appare in sogno al cugino più piccolo e, prima di consegnargli una immensa e salvifica fortuna coi suoi fatidici numeri del lotto, evoca l’infanzia ormai lontana, le filastrocche, i tempi andati, la fame.
Nell'ironia di una morte per sbaglio sfilano tra le dita dell'attore tutti gli errori di una terra, e fa da sfondo il giardino dei morti di mafia, una sorta di paradiso laico dove, per sbaglio, Pino è davvero
Tra ulivi e carrubi, le parole si snodano come un lungo corteo che attraversa la Sicilia e tutto il Sud percorrendo dall’alto luoghi dimenticati, perché riaffiorino alla memoria spogliati delle loro vesti
violente, sfiorati, ora, da una luce rarefatta.

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