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Teatri di Pietra Sicilia

la rete dei teatri antichi e siti monumentali e archeologici diretta da Aurelio Gatti, c
Cosa Teatro
Quando dal 25 luglio al 30 agosto 2012
Dove Luoghi vari in Sicilia / Sicilia
Teatri di Pietra di Sicilia
Il 25 luglio parte la settima edizione di Teatri di Pietra Sicilia, organizzata dall'associazione Teatri di Pietra Sicilia e da Capua Antica Festival - la rete dei teatri antichi e siti monumentali e archeologici diretta da Aurelio Gatti, che lega idealmente tutta Italia da oltre 10 anni.
 
«Qualcuno ha definito questa edizione dei Teatri di Pietra Sicilia “di resistenza" spiega Aurelio Gatti - Anche se fortemente evocativa questa definizione non restituisce lo sforzo e l'impegno dei molti (amministrazioni locali, compagnie, fornitori, artisti e singoli operatori) che anche quest'anno rendono possibile una nuova stagione.
 
L'assenza di interlocutori a ogni livello, soprattutto quello istituzionale, e l'incapacità da parte dei soggetti preposti ad attivare meccanismi e soluzioni in grado di "contenere e limitare " gli effetti di una crisi che coinvolge l'intero sistema Paese, sono lo scenario di questa edizione. La mancanza di risorse, gravissima per un settore sensibile e fondamentale come quello della cultura, sta evidenziando tutta la fragilità di un sistema che per anni ha creato e alimentato imposture, una costellazione infinita di eventi tanto improvvisi nel nascere quanto oggi pronti a scomparire – prosegue Gatti -
 
D'altra parte la cultura, che sia spettacolo dal vivo o progettualità a favore della conoscenza e valorizzazione del patrimonio del nostro Paese, non può sottrarsi dal contribuire al superamento di questo momento, non può "alienarsi" dalla sua autentica natura di interlocutore e testimone del proprio tempo.
 
La minaccia di deriva culturale, che si accompagna alle profonde lacerazioni del tessuto sociale è reale e va contrastata con la concretezza di esperienze "esemplari" di esistenza. Abdicare alla propria non è più un "problema personale" ma va letto come dismissione di ogni impegno e responsabilità nei confronti dell'idea di cultura come bene comune , essenziale diritto di ogni cittadinanza e comunità. Una nuova edizione che riguarda oltre duecento artisti, dieci siti, molte Amministrazioni e tante, ci auguriamo, persone che con la loro partecipazione ribadiranno l'importanza di essere testimoni e autori del proprio tempo».
 
 
Il programma degli spettacoli che dal 25 luglio si protrarranno fino al 30 agosto mettono insieme alcuni siti storici e nuove location. Si parte dal Tempio di Hèra di Castelvetrano Selinunte per proseguire con l’area archeologica di Eraclea Minoa. Tra le altre location il Teatro Antico Morgantina ad Aidone, Cava Pietra Franco di Modica, l’area archeologica Vassallaggi di San Cataldo, il parco archeologico di San Cipirello, il teatro antico Akrai di Palazzolo Acreide, la Necropoli Realmese di Calascibetta.
 
Biglietti da 13 a 10 euro.
 
CALENDARIO TEATRI DI PIETRA SICILIA 2012
 
TEMPIO DI HERA
CASTEL VETRANO SELINUNTE - TP
 
mercoledì 25 luglio
MDA Produzioni Danza
ECUBA
da Euripide, Seneca e Omero regia e coreografia Aurelio Gatti musiche Lucrezio DeSeta e Marcello Fiorini scene e costumi Capannone Moliere
Esecuzione dal vivo Lucrezio DeSeta, Marcello Fiorini, Antonio Pellegrino con Giuseppe Bersani, Carlotta Bruni, Monica Camilloni, Rosaria Iovine, Luna Marongiu, Rosa Merlino, Sara Rossi, Marica Zannettino e Camilla Diana e Ernesto Lama, Sebastiano Tringali, Riccardo Diana e Cinzia Maccagnano
 
sabato 28 luglio
Associazione I.B.I
DEMETRA
spettacolo coreografico, scenografia elettronica, musica dal vivo Giovanna Velardi / Dominik Barbier / Anne Van den Steen Un progetto di Giovanna Velardi e Dominik Barbier con AliceZanoni,SabrinaVicari,SimonaMiraglia,Emanuela Fenech,Tiziana Passoni, Giovanna Velardi, Dario Tumminia Coreografia Giovanna Velardi Scenorafie elettroniche Dominik Barbier/Anne Van den Steen scultura Fabrizio Lupo musiche Domenico Sciajno
 
DA DEFINIRE
 
mercoledì 8 agosto
MDA Produzioni/Bottega del Pane
del MINOTAURO
Drammaturgia da Cortazar e Dürrenmatt regia A.Gatti e C.Maccagnano coreografia Aurelio Gatti musiche AA.VV con Carlotta Bruni, Rosaria Iovine, Rosa Merlino, Sara Rossi Roberta Caronia, Cinzia Maccagnano e Carlo Vitale
 
sabato 11 agosto
Teatroper
LE FATICHE DI ERCOLE
da Plauto, Sofocle, Euripide,Teocrito, Ovidio e Diodoro Siculo messa in scena Fausto Costantini con Virginio Gazzolo e Barbara Bovoli
 
sabato 18 agosto
Teatro Vivo
PSEUDOLO
di Tito Maccio Plauto regia Cristiano Roccamo musiche Andrea Mazzacavallo scene Matteo Soltanto
costumi Laetitia Favart realizzazione costumi Marta Benini
con Camillo Grassi - Luca Cairati - Cristiano Roccamo Massimo Boncompagni - Valeria Abbondanti Massimo Venturiello
 
TEATRO ANTICO MORGANTINA
AIDONE - EN
 
venerdì 27 luglio
MDA Produzioni Danza
ECUBA
da Euripide, Seneca e Omero regia e coreografia Aurelio Gatti musiche Lucrezio DeSeta e Marcello Fiorini scene e costumi Capannone Moliere
Esecuzione dal vivo Lucrezio DeSeta, Marcello Fiorini, Antonio Pellegrino con Giuseppe Bersani, Carlotta Bruni, Monica Camilloni, Rosaria Iovine, Luna Marongiu, Rosa Merlino, Sara Rossi, Marica Zannettino e Camilla Diana e Ernesto Lama, Sebastiano Tringali, Riccardo Diana e Cinzia Maccagnano
 
domenica 29 luglio
Associazione I.B.I
DEMETRA
spettacolo coreografico, scenografia elettronica, musica dal vivo Giovanna Velardi / Dominik Barbier / Anne Van den Steen Un progetto di Giovanna Velardi e Dominik Barbier con Alice Zanoni, Sabrina Vicari, Simona Miraglia, Emanuela Fenech,Tiziana Passoni, Giovanna Velardi, Dario Tumminia Coreografia Giovanna Velardi Scenorafie elettroniche Dominik Barbier/Anne Van den Steen scultura Fabrizio Lupo musiche Domenico Sciajno
 
DA DEFINIRE
 
venerdì 17 agosto
Teatro Vivo
PSEUDOLO
di Tito Maccio Plauto regia Cristiano Roccamo musiche Andrea Mazzacavallo scene Matteo Soltanto
costumi Laetitia Favart realizzazione costumi Marta Benini
con Camillo Grassi - Luca Cairati - Cristiano Roccamo Massimo Boncompagni - Valeria Abbondanti Massimo Venturiello
 
NECROPOLI DI REALMESE
CALASCIBETTA - EN
 
Giovedì 9 agosto
Teatroper
LE FATICHE DI ERCOLE
da Plauto, Sofocle, Euripide,Teocrito, Ovidio e Diodoro Siculo messa in scena Fausto Costantini con Virginio Gazzolo e Barbara Bovoli
 
Venerdì 10 agosto
MDA Produzioni/Bottega del Pane
del MINOTAURO
Drammaturgia da Cortazar e Dürrenmatt regia A.Gatti e C.Maccagnano coreografia Aurelio Gatti musiche AA.VV con Carlotta Bruni, Rosaria Iovine, Rosa Merlino, Sara Rossi Roberta Caronia, Cinzia Maccagnano e Carlo Vitale
DA DEFINIRE
 
AREA ARCHEO. ERACLEA MINOA
CATTOLICA ERACLEA - AG
 
giovedì 26 luglio
MDA Produzioni Danza
ECUBA
da Euripide, Seneca e Omero regia e coreografia Aurelio Gatti musiche Lucrezio DeSeta e Marcello Fiorini scene e costumi Capannone Moliere
Esecuzione dal vivo Lucrezio DeSeta, Marcello Fiorini, Antonio Pellegrino con Giuseppe Bersani, Carlotta Bruni, Monica Camilloni, Rosaria Iovine, Luna Marongiu, Rosa Merlino, Sara Rossi, Marica
Zannettino e Camilla Diana e Ernesto Lama, Sebastiano Tringali, Riccardo Diana e Cinzia Maccagnano
 
domencia 29 luglio
SCHEGGE DEL MEDITERRANEO
CAMILLE CLAUDEL
spettacolo multimediale Testo teatrale di Dacia Maraini con Mariangela D'Abbraccio Regia Consuelo Barilari Progetto luci Liliana Iadeluca Progetto multimediale Studio Azzurro
 
martedì 7 agosto
MDA Produzioni/Bottega del Pane
del MINOTAURO
Drammaturgia da Cortazar e Dürrenmatt regia A.Gatti e C.Maccagnano coreografia Aurelio Gatti musiche AA.VV con Carlotta Bruni, Rosaria Iovine, Rosa Merlino, Sara Rossi Roberta Caronia, Cinzia Maccagnano e Carlo Vitale
 
venerdì 10 agosto
Teatroper
LE FATICHE DI ERCOLE
da Plauto, Sofocle, Euripide,Teocrito, Ovidio e Diodoro Siculo messa in scena Fausto Costantini con Virginio Gazzolo e Barbara Bovoli
 
domenica 19 agosto
Teatro Vivo
PSEUDOLO
di Tito Maccio Plauto regia Cristiano Roccamo musiche Andrea Mazzacavallo scene Matteo Soltanto
costumi Laetitia Favart
realizzazione costumi Marta Benini con Camillo Grassi - Luca Cairati - Cristiano Roccamo Massimo Boncompagni - Valeria Abbondanti Massimo Venturiello
 
TEATRO ANTICO AKRAI
PALAZZOLO ACREIDE - SR
 
domenica 29 luglio
MDA Produzioni Danza
ECUBA
da Euripide, Seneca e Omero regia e coreografia Aurelio Gatti musiche Lucrezio DeSeta e Marcello Fiorini scene e costumi Capannone Moliere
Esecuzione dal vivo Lucrezio DeSeta, Marcello Fiorini, Antonio Pellegrino con Giuseppe Bersani, Carlotta Bruni, Monica Camilloni, Rosaria Iovine, Luna Marongiu, Rosa Merlino, Sara Rossi, Marica
Zannettino e Camilla Diana e Ernesto Lama, Sebastiano Tringali, Riccardo Diana e Cinzia Maccagnano
 
DA DEFINIRE
 
giovedì 9 agosto
Associazione I.B.I
DEMETRA
spettacolo coreografico, scenografia elettronica, musica dal vivo Giovanna Velardi / Dominik Barbier / Anne Van den Steen Un progetto di Giovanna Velardi e Dominik Barbier con Alice Zanoni, Sabrina Vicari, Simona Miraglia, Emanuela Fenech,Tiziana Passoni, Giovanna Velardi, Dario Tumminia Coreografia Giovanna Velardi Scenorafie elettroniche Dominik Barbier/Anne Van den Steen scultura Fabrizio Lupo musiche Domenico Sciajno
 
domenica 12 agosto
Teatroper
LE FATICHE DI ERCOLE
da Plauto, Sofocle, Euripide,Teocrito, Ovidio e Diodoro Siculo messa in scena Fausto Costantini con Virginio Gazzolo e Barbara Boboli
 
CAVA DI PIETRA FRANCO
MODICA - RG
 
Venerdi 27 luglio
SCHEGGE DEL MEDITERRANEO
CAMILLE CLAUDEL
spettacolo multimediale Testo teatrale di Dacia Maraini con Mariangela D'Abbraccio Regia Consuelo Barilari Progetto luci Liliana Iadeluca Progetto multimediale Studio Azzurro
 
domenica 5 agosto
MDA Produzioni/Bottega del Pane
del MINOTAURO
Drammaturgia da Cortazar e Dürrenmatt regia A.Gatti e C.Maccagnano coreografia Aurelio Gatti musiche AA.VV con Carlotta Bruni, Rosaria Iovine, Rosa Merlino, Sara Rossi Roberta Caronia, Cinzia Maccagnano e Carlo Vitale
 
Martedì 14 agosto
Teatro Vivo
CASINA
Tito Maccio Plauto regia di Cristiano Roccamo
con Riccardo Bartoletti, Janko Polak, Ana Maceda, Aroa Ferrer, Virginie Dano, Emilie Vessiere, Maïa Chanvin
 
PARCO ARCHEO. KAUKANA
S.CROCE CAMERINA - RG
 
mercoledì 1 agosto
MDA Produzioni Danza
ECUBA
da Euripide, Seneca e Omero regia e coreografia Aurelio Gatti musiche Lucrezio DeSeta e Marcello Fiorini scene e costumi Capannone Moliere
Esecuzione dal vivo Lucrezio DeSeta, Marcello Fiorini,Antonio Pellegrino con Giuseppe Bersani, Carlotta Bruni, Monica Camilloni, Rosaria Iovine, Luna Marongiu, Rosa Merlino, Sara Rossi, Marica Zannettino e Camilla Diana e Ernesto Lama, Sebastiano Tringali, Riccardo Diana e Cinzia Maccagnano
 
lunedì 13 agosto
Teatroper
LE FATICHE DI ERCOLE
da Plauto, Sofocle, Euripide,Teocrito, Ovidio e Diodoro Siculo messa in scena Fausto Costantini con Virginio Gazzolo e Barbara Bovolià
 
domenica 19 agosto
Mistras/ MDA Produzioni Danza
CASSANDRA
o del tempo divorato da Seneca, Eschilo, Euripide, Massimo Fini, Jean Baudrillard drammaturgia Pozzi - Gatti - D'Angelo
musica Daniele D'Angelo costumi Livia Fulvio con Elisabetta Pozzi Hal Yamanouchi, Carlotta Bruni, Rosa Merlino
 
giovedì 30 agosto
Arpa/ MDA Produzioni
IONE
Ilarotragedia da Euripide adattamento e drammaturgia A.Gatti - S.Tringali regia e coreografia Aurelio Gatti
con Gianna Beduschi, Giuseppe Bersani,Elisa Di Dio, Gioia Guida,Cinzia Maccagnano, Carlo Vitale , Ernesto Lama, Sebastiano Tringali
musica di scena e fisarmonica Marcello Fiorini costumi Elena Penello assistente regia Filippa Ilardo
 
PARCO ARCHEO. MONTE JATO 
SANCIPIRELLO - PA
 
sabato 28 luglio
MDA Produzioni Danza
ECUBA
da Euripide, Seneca e Omero regia e coreografia Aurelio Gatti musiche Lucrezio DeSeta e Marcello Fiorini scene e costumi Capannone Moliere
Esecuzione dal vivo Lucrezio DeSeta, Marcello Fiorini, Antonio Pellegrino con Giuseppe Bersani, Carlotta Bruni, Monica Camilloni, Rosaria Iovine, Luna Marongiu, Rosa Merlino, Sara Rossi, Marica Zannettino e Camilla Diana e Ernesto Lama, Sebastiano Tringali, Riccardo Diana e Cinzia Maccagnano
 
sabato 18 agosto
Mistras/ MDA Produzioni Danza
CASSANDRA
o del tempo divorato da Seneca, Eschilo, Euripide, Massimo Fini, Jean Baudrillard drammaturgia Pozzi - Gatti - D'Angelo
musica Daniele D'Angelo costumi Livia Fulvio con Elisabetta Pozzi Hal Yamanouchi, Carlotta Bruni, Rosa Merlino
 
martedì 28 agosto
Arpa/ MDA Produzioni
IONE
Ilarotragedia da Euripide adattamento e drammaturgia A.Gatti - S.Tringali regia e coreografia Aurelio Gatti
con Gianna Beduschi, Giuseppe Bersani,Elisa Di Dio, Gioia Guida,Cinzia Maccagnano, Carlo Vitale, Ernesto Lama, Sebastiano Tringali
musica di scena e fisarmonica Marcello Fiorini costumi Elena Penello assistente regia Filippa Ilardo
 
AREA ARCHEO. VASSALLAGGI
SAN CATALDO - CL
 
Sabato 28 luglio
SCHEGGE DEL MEDITERRANEO
CAMILLE CLAUDEL
spettacolo multimediale Testo teatrale di Dacia Maraini con Mariangela D'Abbraccio Regia Consuelo Barilari Progetto luci Liliana Iadeluca Progetto multimediale Studio Azzurro
 
giovedì 9 agosto
MDA Produzioni/Bottega del Pane
del MINOTAURO
Drammaturgia da Cortazar e Dürrenmatt regia A.Gatti e C.Maccagnano coreografia Aurelio Gatti musiche AA.VV con Carlotta Bruni, Rosaria Iovine, Rosa Merlino, Sara Rossi Roberta Caronia, Cinzia Maccagnano e Carlo Vitale
 
Lunedì 13 agosto
Teatro Vivo
CASINA
Tito Maccio Plauto regia di Cristiano Roccamo
con Riccardo Bartoletti, Janko Polak, Ana Maceda, Aroa Ferrer, Virginie Dano, Emilie Vessiere, Maïa Chanvin
 
Le produzioni:
 
MDA PRODUZIONI / BOTTEGA DEL PANE
del MINOTAURO
Drammaturgia da Cortazar e Dürrenmatt
regia A.Gatti e C.Maccagnano
coreografia Aurelio Gatti
musiche AA.VV
con Carlotta Bruni, Rosaria Iovine, Rosa Merlino, Sara Rossi
 
La vicenda del Minotauro un mysterium tremendum. Ci attira e ci respinge. è mirum‚ è admirandum‚ è fascinans; di fronte all'animalità e insieme umanità del mito‚ noi siamo colpiti‚ a un tempo‚ da tremor e stupor per usare la terminologia dotta «Che cos'è ciò che traspare fino a me e mi colpisce il cuore senza ferirlo? Timore e ardore mi scuotono: timore per quanto ne sono dissimile‚ ardore per quanto ne sono simile» (dalle Confessioni‚ Agostino).
Mistero del diverso‚ incompreso e inspiegato‚alieno e alienante‚ interamente avulso da quanto ci è familiare e noto. Pesa sul Minotauro il fato dell'innocente‚ dell' innocentemente crudele‚ dell'essere incolpevole condannato dagli dei a essere crudele e insieme a essere colpito per quella crudeltà. Grava su di lui la colpa di lussuria della madre e del mondo; si manifesta in lui non solo il destinodella bestia - che è quello di essere sacrificata - ma anche il prorompere della bestialità nell'uomo; bestialità che‚ in quanto tale‚ deve essere punita con la morte: ed è una morte insieme necessaria e ingiusta. Nel Minotauro infelice‚ abitatore delle tenebre inestricabili‚ si rilegge e si identifica la storia di un mondo femminile contemporaneo costretto : Arianna e il Minotauro‚ stessi protagonisti di un unico sentire.
E' la storia del Minotauro, di Arianna, di Teseo e del labirinto. Con un particolare: Arianna affida il famoso filo a Teseo (qui un eroe sciocco e presuntuoso) non per aiutarlo ad uscire dal labirinto, ma per rivedere suo fratello, il Minotauro, del quale è innamorata. Arianna sa bene che il Minotauro può distruggere Teseo in un sol colpo. Ma il Minotauro, che è il "signore dei giochi" di tutti i giovinetti inviati nel labirinto per il presunto sacrificio, sceglie invece di farsi uccidere dall'arrogante eroe per ottenere sempre l'assoluta vittoria: popolare i sogni degli uomini fino alla fine del tempo.
Suggestioni da Minotaure et le nu (Le Viol) di Picasso :
Il Minotauro aggredisce una donna. La scena di violenza è resa ancora più drammatica dall'uso del disegno in bianco e nero. Sembra quasi che l'aggressività insita nell'uomo, trovi qui una problematicizzazione nell'antica coscienza del mito. Non è infatti un uomo ad aggredire quella figura femminile, ma il Minotauro: forza cieca ed istintiva, esso non conosce né il bene né il male, opera al di là di ogni morale o logica razionale. La cultura, l'educazione non possono nulla contro qualcosa che è nell'uomo da sempre, che è parte del suo essere biologico: "non si può andare contro la natura, essa è più forte dell'uomo più forte! Ci conviene andare d'accordo con la natura." (Maurizio De Micheli).
La donna d’altra parte subisce questa brutalità e non è chiaro fino a che punto essa possa o voglia difendersi; la mano che allontana il violentatore sembra non avere energia e la donna appare quasi abbandonarsi ad esso. Aggressore e vittima, violenza perpetrata e violenza subita: la difficile dialettica di questi due poli sembra essere messa all'indice, a far risaltare l'ambiguità di un rapporto in cui la responsabilità non ricadrebbe da una sola parte. Discorso difficile da fare ed ancora più difficile da accettare. Il mondo diviso nettamente in buoni e cattivi è molto più comprensibile e controllabile, ma sappiamo pure che non rispecchia la realtà.
Proviamo ora ad estrapolare dalla prima impressione ricevuta e a non pensare che si tratti tout court della violenza di un uomo su di una donna. Ed infatti non è questo, perché altrimenti l'attore non sarebbe il Minotauro ma l'Uomo. Allora forse potremo vedere in questa figura, passibile di molte interpretazioni (per esempio Jung vede in esso l'archetipo dell'immagine materna divorante), la brutalità istintiva, l'eros, la carica primigenia della natura, così come dell'uomo, che afferma con violenza il proprio diritto ad essere possedendo. Brutalità, violenza che può mascherarsi sotto mille facce, può prendere oggi quella del potere economico, politico, culturale, sessuale, razziale od anche tutte quante insieme. Una violenza che attraverso mille canali può entrare anche nella nostra vita. Allora anche ognuno di noi può esserne direttamente ed individualmente coinvolto. Come la donna aggredita dal Minotauro, quante volte anche noi di fronte a violenze più o meno plateali abbiamo saputo o voluto difenderci fino in fondo?
 
MISTRAS / MDA PRODUZIONI DANZA
CASSANDRA
o del tempo divorato
da Seneca, Eschilo, Euripide, Massimo Fini, Jean Baudrillard
drammaturgia Pozzi - Gatti - D'Angelo
musica Daniele D'Angelo
costumi Livia Fulvio
con Elisabetta Pozzi
Hal Yamanouchi, Carlotta Bruni, Rosa Merlino
 
Un nuovo lavoro dedicato ad una figura tra le più fragili tra le eroine classiche,con la straordinaria Elisabetta Pozzi come protagonista di una drammaturgia
ricca di suggestione ispirata a Euripide, Omero e Virgina Wolf.
Attraverso il mito di Cassandra si giunge all'idea una consapevolezza
"solitaria" del percepire l'imminente , quasi a suggerire l'esistenza di una empatia universale, in cui la tragedia non è quanto avviene, ma l' "impotenza" a comunicarlo.
Una messa in scena che prosegue l'esperienza di "Sorelle di Sangue – Crisotemi" e che si caratterizzata per l'uso di diversi codici espressivi, la musica, la danza e la parola – per restituire una lirica del tragico, scarna ed essenziale, in cui la contemporaneità "passa" attraverso l'interprete diventando significato del presente.
 
La figura di Cassandra mi ha sempre affascinato e nello stesso tempo turbato. Profetessa non creduta. Mi suggerisce la visione di un personaggio estremamente vivo che può arrivare ai giorni nostri per raccontarci qualcosa che ci riguarda molto da vicino.
La consapevolezza (ora come allora ) degli errori commessi nel passato dai Padri , la porta ad essere talmente cosciente e lucida sul futuro che avverte l'inadeguatezza del linguaggio per dire del vivere nel presente all'ombra della distruzione.
Questa nuova Cassandra è una donna contemporanea che attraverso un viatico " straordinario" ripercorre la veggenza inevitabile della conoscenza attraverso il mito e attraverso il racconto di questi si fa ella stessa Cassandra, ritrova le sue parole che pian piano diventano parole di oggi , il racconto di un mondo in cui la proliferazione di una tecnologia spesso distruttiva annulla il futuro, elimina ogni visione e prospettiva .
Lo spettacolo è costruito su una drammaturgia curata da Elisabetta Pozzi e Aurelio Gatti (che curerà anche la parte coreografica), costruita su testi di Eschilo, Euripide, ma anche Christa Wolf, Wislawa Szymborska, Pasolini, Baudrillard e con contributi originali di Massimo Fini. Musiche e ambienti sonori di Daniele D'Angelo
 
Profetessa inascoltata, ancora bambina, alla nascita di Paride predisse il suo ruolo di distruttore della città, profezia non creduta da Priamo ed Ecuba ma confermata da Esaco, interprete di sogni, che consigliò ai sovrani di esporre il piccolo sul monte Ida. Paride però si salvò e quando divenne adulto tornò a Troia per partecipare ai giochi e durante la competizione, fu riconosciuto dalla sorella, che chiese al padre e ai fratelli di ucciderlo, scatenando la reazione contraria e facendo ritornare il giovane Paride al suo rango originale di principe. Profetizzò sciagure quando il fratello partì per raggiungere Sparta, predicendo il rapimento di Elena e la successiva caduta di Troia. Ritenuta una delle più belle fra le figlie di Priamo ebbe diversi pretendenti. Quando il cavallo di legno fu introdotto in città, rivelò a tutti che al suo interno vi erano soldati greci, ma rimase inascoltata. Solo Laocoonte credette alle sue parole e si unì alla sua protesta, venendo per questo punito dal dio Poseidone, che lo fece uccidere da due serpenti marini assieme ai figli.
 
MDA PRODUZIONI DANZA
ECUBA
da Euripide, Seneca e Omero
regia e coreografia AURELIO GATTI
musiche Lucrezio DeSeta e Marcello Fiorini
scene e costumi CAPANNONE MOLIERE
Esecuzione dal vivo Lucrezio DeSeta, Marcello Fiorini, Antonio Pellegrino
con Paola Bellisari, Giuseppe Bersani, Carlotta Bruni, Monica Camilloni, Benedetta Capanna, Rosaria Iovine, Luna Marongiu, Rosa Merlino, Sara Rossi, Marica Zannettino e Camilla Diana
e la partecipazione di Ernesto Lama, Sebastiano Tringali, Riccardo Diana e Cinzia Maccagnano
 
Tre lingue, la danza,il canto e la parola per inviare lo stesso messaggio: ogni guerra è un immane misfatto dell’uomo, qualunque ne sia la causa; è un male terribile per tutti, vincitori e vinti; il cuore femminile, più di quello maschile, ne è travolto e grida, con tutta la forza della passione e dell’amore, fuori da ogni canone e da ogni ambiguo sofisma; insanabile è la lacerazione di una madre, di una sposa, di una sorella o di una figlia, insostenibile la loro sofferenza, irrefrenabili la loro maledizione e la loro vendetta. Il teatro tragico greco è stato in tal modo rimesso al centro della scena fosca e insanguinata della nostra epoca; è stato riproposto come filiera di tutti tempi degli uomini, devastati sempre dalla brama di potere che genera la guerra, e sempre sopravvissuti grazie allo stesso dolore, all’incrollabile volontà di espungerlo, volta per volta, dal proprio grembo; è stato restituito al suo autentico ruolo di provocatore delle grandi domande sull’uomo, dimezzato tra la costrizione del razionale e il fascino misterioso e spesso agghiacciante dell’irrazionale.
Dai termini del dibattito critico sulla tragedia, considerata dagli studiosi al contempo anomala ed esemplare: «anomala perché divisa in due parti» (nella prima parte Ecuba è una madre addolorata per la perdita di Polissena e di Polidoro, mentre nella seconda è una vendicatrice violenta e spietata); «esemplare per la vendetta della protagonista: una vendicatrice improbabile, data la sua età avanzata, la sua fragilità, la sua appartenenza, secondo la visione sessista dei greci antichi, alla “razza” delle donne, debole per natura nasce questa messainscena in forma di tragedia corografica.
 
Il dualismo di Ecuba primanco che descrivere il pathos della madre/regina, esprime la prostrazione di fronte al potere: ragionato, comunicato, significato da Ulisse incline – in piena tragedia – a chiedere comprensione.....In Ecuba decade ogni pensiero “politico” e di esibisce -in tutta la sua esasperazione, il senso di sgomento prima e di rivolta poi. Un ensamble di oltre venticinque artisti tra danzatori, attori e cantanti per dar vita ad una vicenda che di intimo ha solo l'attonito ricordo di Polissena, il resto è solo l' urlo/latrato della disperazione.
 
«L’Ecuba si apre con l’apparizione di un fantasma: Polidoro, figlio di Ecuba e di Priamo,assassinato per avidità di denaro dal suo ospite Polimestore, re di Tracia, lamenta il destino che l’ha colpito e rivela che l’ombra di Achille ha chiesto ai Greci in olocausto per la propria tomba sua sorella Polissena. Svanito il fantasma che aleggiava sulla tenda di Ecuba, la regina esce piena di angoscia: ha visto in sogno Polidoro e Polissena, e un lupo sbranare una cerva, strappandola alla sua protezione. Il Coro […] precisa come si è svolta l’assemblea in cui i Greci hanno votato la morte di Polissena: Odisseo ha avuto l’incarico di prelevare la vittima. Ecuba si dirige, lacrimando e gridando, verso la tenda di Polissena: e sarà la fanciulla destinata al sacrificio a consolare la madre. Si presenta Odisseo per il suo increscioso compito: Ecuba fa appello alla gratitudine che l’eroe le deve (gli ha salvato la vita un giorno a Troia), l’eroe si richiama freddamente alle ragioni politiche che impongono l’uccisione di Polissena. Improvvisamente interviene Polissena e si dichiara pronta a morire, si congeda con dolcezza dalla madre: Ecuba si accascia al suolo. Le Donne del Coro si domandano quale terra, quale dimora le attenda nel loro esilio di schiave. L’araldo Taltibio porta a Ecuba l’ordine dei comandanti greci: provvedere alle esequie di Polissena, e racconta anche con quanta nobiltà e coraggio la giovane abbia affrontato l’istante supremo. Ecuba […] impartisce […] le disposizioni per i funerali. Il Coro geme sulle proprie sventure, sui mali causati da Paride a Troiani e Spartani. Un’Ancella reca a Ecuba la notizia della morte di Polidoro e ne mostra il cadavere: Ecuba capisce subito chi sia l’assassino e il perché del crimine. Agamennone viene a sollecitare i preparativi funebri e si trova davanti un inatteso cadavere: Ecuba spiega cosa sia accaduto e chiede, esige mano libera contro Polimestore. Le viene accordata: manda allora l’Ancella da Polimestore perché lo inviti a venire da lei con i figli. Il Coro rievoca l’ultima notte a Troia, una notte destinata all’amore e conclusasi in un bagno di sangue. Polimestore viene indotto da Ecuba, con il miraggio di un tesoro nascosto, a entrare nella sua tenda con i figli: assalito e immobilizzato dalle Donne, li vedrà morire prima di essere accecato. Chiederà ad Agamennone vendetta, ma l’operato di Ecuba riceve l’avallo del comandante dei Greci, che si rifiuta di considerare delitto politico il delitto commesso da Polimestore. Il re tracio profeta il futuro orribile che attende Ecuba (verrà trasformata in cagna) e Agamennone (verrà ucciso dalla moglie): Agamennone ordina di farlo tacere e lo destina a venir gettato su un’isola deserta»
 
COMP. TEATROPER
LE FATICHE DI ERCOLE
da Plauto, Sofocle, Euripide, Teocrito, Ovidio e Diodoro Siculo
messa in scena Fausto Costantini
con Virginio Gazzolo e Barbara Boboli
 
In quei lontani barbari tempi in cui le città si assediavano, depredavano e incendiavano l' un l' altra come fosse un gioco, avere dalla propria parte un mastodonte nerboruto e spietato era un bel vantaggio. E chi c' era al mondo più mastodontico, nerboruto e spietato di Ercole? Si che tutte le città si mettevano sotto la protezione del semi-dio, e molte furono quelle che si battezzarono con il suo nome: c'è l' Eraclea Minoa in Sicilia, l' Eraclea Salbàkè in Turchia, Eraclea sul Mar Nero, Eraclea di Lucania, la Tessalica, la Veneta. l'Asiatica, e ancora: EracIeopoli in Egitto, Erice trapanese, la Selva Ercina BuI Danubio, Ercolano...
 
E insomma, come raccontare un personaggio così conteso e fatto a brandelli? Ogni popolo che se ne appropriò gli attribuì una storia diversa, fatta a sua immagine e somiglianza. Nel nostro spettacolo di queste storie ne evochiamo tante, ma ci siamo detti: dietro il mito dell'eroe per metà divino e per metà umano ci sarà pur stata una creatura, forse un ominide un po' robusto, bravo a difendere il suo pollaio dalle faine, dal quale a sua insaputa, tutte queste "favole" hanno avuto origine. Ed è questo povero cristo, gravato dell'immane fatica di essere celebrato nei secoli come il salvatore dell' umanità dall' aggressione di orridi mostri malèfici, la persona che noi cerchiamo di avvicinare, di conoscere, di far parlare.
 
Le sue parole sono quelle che gli mettono in bocca i tragici greci e latini (Sofocle, Euripide, Seneca) i mitografi (Esiodo, Apollodoro, Diodoro Siculo), i poeti (Omero, Teocrito, Ovidio). E anche il più spassoso autore di farse del teatro mondiale: Tito Maccio Plauto.
 
Lo spettacolo
Secondo allestimento dopo il grande successo degli Argonauti, che privilegia la spettacolarità ed un interpretazione a più attori in un contesto scenografico suggestivo ed innovativo: un enorme pallone del diametro di 4 metri ricoperto di giornali come accumulo e storia di un mondo in cui Le fatiche di Ercole erano soprattutto il desiderio dei più ad impossessarsi del suo mito. Racconto ironico e piacevole ci avvicina con il sorriso alla scoperta di un universo a molti sconosciuto.
 
Virginio Gazzolo
 
SCHEGGE DEL MEDITERRANEO
CAMILLE CLAUDEL
spettacolo multimediale
Testo teatrale di Dacia Maraini
con Mariangela D'Abbraccio
Regia Consuelo Barilari
Progetto luci Liliana Iadeluca
Progetto multimediale Studio Azzurro.
 
"L'arte di Camille Claudel, fin dall1nizio, splende per caratteristiche che le sono proprie. Si vede emergere 11mmaginazione piu forte e piu spontanea,che e in realtà, il dono di inventare. IIsuo genio e quello delle cose che si e imposta di rappresentare". ( Paul Claudel)
Attraverso le parole di Dacia Maraini autrice del testo teatrale, Mariangela D'Abbraccio rievoca il personaggio di Camille Claudel,artista appassionata e anticonformista,tormentata e follie. Lo interpreta, lo racconta,nel tentativo di restituirne l'amore,il dolore e la follia.
Lo spettacolo e un'occasione per ricordare una donna ormai divenuta archetipo del genio
maledetto femminile, vittima delle pressioni della famiglia e dell'amore infelice per il suo
maestro e mentore Auguste Rodin.
Un evento teatrale che irrompe nei terreni dell'Arte e delle nuove Tecnologie.
Lo spettacolo coinvolgerà lo spettatore in un evento multimediale, che unisce teatro e nuove tecnologie. Lo spazio scenico e mentale ancora prima che fisico: una scatola nera dove su aprono mondi: la famiglia, il fratello Paul, l'amore di Rodin,i ricordi, la paura della follia. Porte appaiono e scompaiono nel desiderio di libertà di Camille nei trent'anni di manicomio. Lo spazio dell'Ospedale psichiatrico e la scena si aprono a continue visioni che si intrecciano alla vicenda sofferta dell'artista francese.
Il reale ed il virtuale si fondono a tal punto che Ia presenza fisica sui palco può scomparirenell1mmagine, il corpo diventa anch'esso parte del vissuto mentale proiettato. Il corpo dell'attore, le visioni, le opere d'arte riprese da telecamere attraverso le proiezioni interattive, diventano drammaturgia e scenografia dello spettacolo.
 
L'ARTE RACCONTATA DAL TEATRO
Camille Claudel e un evento che propone un nuovo atteggiamento produttivo e creativo in particolare per l'allestimento teatrale. Camille Claudel non ha lasciato molte opere,Ia sua poetica traspare dal suo vissuto,dai suoi scritti, dal tempo e dai luoghi dell'artista, e attraverso questi che la sua produzione scultore rivive, prendendo forma quasi materica nel progetto multimediale curato da STUDIO AZZURRO.
L'arte interattiva e linguaggio artistico che pone al centro dell'opera lo spettatore,il quale da semplice fruitore passivo ne diventa l'attivatore, partecipando fisicamente ed empaticamente alla creazione artistica.
Il teatro muta, attraverso video ambienti, ambienti sensibili e interattivi in esposizione in una continua oscillazione tra elementi reali e virtuali.
 
IL PUBBLICO
Lo spettacolo e rivolto, oltre al pubblico dei teatri, alle scuole, perché vuole essere un'occasione formativa importante, sia nell'ambito della Storia dell'Arte che nell'Educazione ai Diritti.
 
I LUOGHI
Per la sua parte concettuale e tecnica, Clmllle Claudel e contemporaneamente spettacolo teatrale,percorso virtuale nella vita della più grande scultrice del '900 e nel esposizione artistica. I luoghi saranno quindi i teatri, gli spazi espositivi museali e all'aperto.
 
ASSOCIAZIONE I.B.I
DEMETRA
spettacolo coreografico, scenografia elettronica, musica dal vivo
Giovanna Velardi / Dominik Barbier / Anne Van den Steen
Un progetto di Giovanna Velardi e Dominik Barbier
Interpreti: Alice Zanoni, Sabrina Vicari, Simona Miraglia, Emanuela Fenech, Tiziana Passoni,
Giovanna Velardi, Dario Tumminia
Coreografia Giovanna Velardi
Scenorafie elettroniche Dominik Barbier/Anne Van den Steen
scultura Fabrizio Lupo
musiche Domenico Sciajno
 
«DEMETRA» è uno spettacolo che associa la coreografia e la scenografia elettronica, che si interroga sull'apparenza del potere e il funzionamento della democrazia; sviluppa la sua tematica prendendo spunto dal mito greco di Demetra e Persefone.
E' uno spettacolo coreografico, che nasce da una ricerca di un significato condiviso dei simboli, un'indagine interculturale sul rapporto tra l'uomo e l'avatar, tra un oggetto e il suo segno maturato in seno alle attività del progetto STRAW MAN progetto EACEA sul fantasma, sul prestanome, sul valore del simbolo nella società dell'immagine. Un progetto che ha interrogato figure mitiche appartenenti ad una dimensione immaginativa; una simbolica degli elementi, una simbolica dei miti, una simbolica degli oggetti sotto l'egida del segno più vuoto, quello che significa solo il significare.
L'identità coreografica si costruisce tra mito e mondo contemporaneo appoggiandosi alle corrispondenze simboliche e visive create dalla scenografia elettronica.
La base dello spettacolo è un coro formato da 7 danzatrici, che evoca il teatro antico, che nella creazione sottolinea l'umano tanto presente nel mito.
Il popolo di Eleusi sarà la parte che lega, narra e conduce la drammaturgia, da questo nasceranno tutti i personaggi nel percorso di Demetra.
Percorso non lineare, fatto di emozioni, di pensieri e riflessioni, di intenzioni che si traducono in dei
segmenti che giustapposti creeranno un percorso drammaturgico che indaga gli aspetti umani le pulsioni, animali, ancestrali, terrene.
Riflettere sulla società, la società immagine svuotata di significato e resa viva nella sua volgarità, immortalata come in un quadro che essa stessa trasfigura, un quadro crudele che rappresenta l'inferno e la banalità di oggi, un popolo lasciato nel silenzio, che si lacera come carne macellata, che dissolto tenta di riformarsi, di riemergere denudandosi.
Un gruppo di danzatrici, la parte umana, una immagine, una voce dietro una statua parlante, la divinità come simbolo del potere che distrugge e crea un nuovo volto, un volto di una città, il simbolo per significare il medioevo che stiamo vivendo.
 
TEATRO VIVO
CASINA
Tito Maccio Plauto
regia di Cristiano Roccamo
con Riccardo Bartoletti, Janko Polak,
Ana Maceda, Aroa Ferrer, Virginie Dano,
Emilie Vessiere, Maïa Chanvin.
 
Non c'è niente è più romantico che combattere per vincere l'amore di una donna... o no?
Chi è Casina? Casina è una schiava che, ve lo anticipiamo, non si vedrà mai all'interno dello spettacolo, ma che sarà l'oggetto del desiderio di molti uomini. Ed e' questo il fulcro della storia, intorno al quale girano le astuzie e le furberie dei personaggi della commedia. Il vecchio Lisidamo ha un piano molto elaborato per ottenere le grazie di Casina senza farsi scoprire dalla moglie, Cleostrata. Lo aiuterà un suo schiavo, Olimpione, che se la dovrà vedere con lo schiavo della moglie, Calino: segreti, trucchi, intrighi che dipingono un quadro comico esilarante e situazioni paradossali.
La struttura drammaturgica di Tito Maccio Plauto ci offre lo schema classico della commedia, ma attenzione: perché la storia diventa il pretesto per mettere in scena sei attori provenienti da diversi paesi europei che giocano (mai termine fu più appropriato) i loro ruoli nelle rispettive lingue, in onore dell'antica tradizione della Commedia Italiana, della Commedia dell'Arte che proprio della drammaturgia di Plauto è figlia. Il pubblico apprezzerà i lazzi ed il ritmo fresco di questa “Casina”: il multilinguismo cessa di essere una difficoltà e diventa bensì la cifra stilistica della “Casina” della compagnia “Masks On Stage”. Plauto è un autore unico nel suo genere, “Masks On Stage” un progetto principe nel panorama europeo e le tematiche portate avanti dal drammaturgo latino sono le stesse che viviamo adesso, a duemila anni di distanza. Ovvio che mettere insieme questi tre elementi abbia rappresentato una sfida intrigante e travolgente.Durante le settimane di lavorazione che hanno preceduto la prima nazionale ed internazionale di Casina al “Teatro Antico” di Segesta, abbiamo concentrato il lavoro su un elemento chiave del gruppo: il multiculturalismo. Questo ci ha permesso di rompere gli schemi, di superare i dogmi del teatro classico più tradizionale. Per esempio, il prologo cessa di essere un monologo e diventa un vero e proprio esercizio di stile, dove il gioco fra gli attori dona nuova linfa alla scena, in un caleidoscopio di divertimento e lazzi. In “Casina” infatti l'impossibilità di esprimersi in una lingua comune diventa una ricchezza, che ha permesso agli attori di esplorare nuove forme di comunicazione all'interno di una messa in scena dinamica e funzionale all'intreccio. La messa in scena infatti, oltre all'utilizzo delle maschere della commedia latina, pesca a piene mani dalla tradizione della Commedia dell'Arte, e non potrebbe essere altrimenti, essendo Plauto uno dei padri della drammaturgia europea. Plauto infatti è un pilastro fondamentale della gloriosa tradizione della Commedia dell'Arte, e grazie al lavoro degli attori di “Masks On Stage” questa “Casina” acquista nuova linfa, nuova energia, nuovo vigore. Tito Maccio Plauto, il più grande commediografo latino, nasce a Sarsina nel 250 AC. Servo di teatro, uomo di commercio, finirà per perdere tutti i suoi averi in affari sbagliati prima di incontrare la passione che gli cambierà la vita: scrivere. Con più di venti opere riconosciute autografe, Plauto è protagonista assoluto di uno stile drammaturgico basato sui giochi linguistici, sulle situazioni comiche e su caratteri molto stilizzati. Le opere di Plauto verranno rappresentate anche molto tempo dopo la sua morte, avvenuta a Roma nel 184 AC, e saranno fonte di ispirazione per i gruppi di Commedia dell'Arte e per autori internazionali come Shakespeare, Moliere... ed ovviamente anche per “Masks On Stage”! Masks on stage” è un progetto biennale di formazione e spettacolazione, finanziato dall'Agenzia Europea per la Cultura nell'ambito del programma 2007 – 2013, con TeatroVivo come leader project. Dieci attori da cinque Paesi Europei (Italia, Germania, Francia, Spagna e Repubblica Ceca) ricevono una formazione professionale di alto livello e l'opportunità di allestire e portare in tourneé diversi spettacoli di Teatro urbano, Teatro Ragazzi e Commedia Latina.Il primo anno di formazione ha coinvolto Italia, Germania e Repubblica Ceca, e gli attori si sono specializzati in: Commedia dell'Arte, costruzione di maschere in cuio o cartapesta, tessuti aerei, acrobazia, mimo, clown e musica popolare. Inoltre si è sviluppata una collaborazione con l” Academy of Performing Arts” (DAMU) di Praga, con la quale è stata realizzata una produzione di Teatro Urbano (“Gastronomia dell'Arte”, regia: Matja Solce e Petr Hasek), che è stata rappresentata in Polonia, Repubblica Ceca e Slovenia. All'interno del Progetto sono stati allestiti due spettacoli, “Pinocchio” (genere: Teatro Urbano, regia: Luca Cairati) e “Casina” (genere: commedia latina, regia: Cristiano Roccamo), che rappresentano una sintesi del lavoro di specializzazione svolto dagli attori nel primo anno del Progetto. Gli shows sono stati rappresentati in Festival e Teatri d'Europa.
 
TEATROVIVO
PSEUDOLO
di Tito Maccio Plauto
regia Cristiano Roccamo
musiche Andrea Mazzacavallo
scene Matteo Soltanto
costumi Laetitia Favart
realizzazione costumi Marta Benini
con
Camillo Grassi - Luca Cairati - Cristiano Roccamo
Massimo Boncompagni - Valeria Abbondanti
Massimo Venturiello
 
TRAMA
Il giovane Calidoro è l’amante di Fenicia, una cortigiana di Ballione. Tuttavia ella viene promessa ad un militare macedone in cambio di venti mine. Calidoro, allora, interpella Pseudolo, suo fedele ed astuto schiavo, il quale gli promette che riuscirà a trovare il modo per liberare Fenicia. Il servo pensa allora di rivolgersi, prima di tutto, al lenone, dal quale viene a sapere che il militare ha già depositato un anticipo di quindici mine a Ballione, con la promessa che il suo servo Arpace consegnerà le cinque restanti portando con sé un sigillo prestabilito.
Pseudolo, fingendosi uno schiavo di Ballione, raggira Arpace e lo convince a consegnargli la lettera recante il sigillo. Grazie all’aiuto di Carino, amico di Calidoro, che gli offre le cinque mine restanti e con esse uno schiavo, Scimmia, Pseudolo può portare a compimento il suo piano. Scimmia, fingendosi Arpace, si presenta da Ballione che, cadendo nell'inganno, gli consegna Fenicia. Dopo poco arriva però il vero Arpace. Ballione, questa volta, crede che questi sia stato mandato da Pseudolo per ingannarlo, e solo dopo l'arrivo di Simone, padre di Calidoro, il quale gli rivela tutto il piano ordito da Pseudolo, capisce di essere stato ingannato e di non poter fare più nulla. Calidoro, così, ottiene la sua amante e Pseudolo, come ricompensa, del vino in abbondanza.
 
NOTE DI REGIA
Pseudolo insieme al Miles, è all'apice del teatro plautino e come nel Miles anche in Pseudolo tutta la commedia (scritta da Plauto) gira intorno al servo, in questo caso Massimo Venturiello. La scena che si apre è semicircolare a ricordare quella piazza dove accadono tutti gli inganni che Plauto meglio di tutti sapeva rappresentare. Il pretesto per raccontare i “tipi fissi” è la separazione dei due innamorati e in questa commedia ci divertiamo a raccontare non solo la storia ma soprattutto quei personaggi che vivono dentro e fuori il teatro. Per questo non parliamo di una regia o messa in scena in senso tradizionale, ma di attori che sanno ben giocare con le astuzie plautine. In questo Massimo Venturiello rappresenta quell'istrione che in scena è libero di spaziare in argomenti e sentimenti, battute e circostanze comiche. Nel totale rispetto della storia plautina, gli attori interpretano più parti grazie all'uso delle maschere della Commedia dell'Arte e della stessa Commedia Latina.
Le musiche dal vivo e le canzoni di Andrea Mazzacavallo, completano questa nostra opera che abbiamo il piacere di presentarvi.
Cristiano Roccamo
 
ARPA/ MDA
IONE
ILAROTRAGEDIA DA EURIPIDE
adattamento e drammaturgia Aurelio Gatti - Sebastiano Tringali
regia e coreografia Aurelio Gatti
musica di scena e fisarmonica Marcello Fiorini
costumi Elena Penello
scena Capannone Moliere
luci Stefano Stacchini
assistente regia Filippa Ilardo
con Stefano Annoni, Gianna Beduschi, Giuseppe Bersani, Elisa Di Dio, Gioia Guida
Cinzia Maccagnano, Carlo Vitale, Sebastiano Tringali, Ernesto Lama,
 
Ione o dell'ambiguità - la Messa in Scena
Ione è una tragedia di Euripide‚ rappresentata per la prima volta nel 410 a.C. circa. Non si tratta di una vera e propria tragedia‚ ma di una sorta di tragicommedia a lieto fine ante litteram‚ un filone che pare essere stato inventato dallo stesso Euripide e che‚ più tardi‚ sfocerà nella ilarotragedia - nella quale eccelleva Rìntone di Siracusa . Genere drammatico popolare che consisteva essenzialmente in parodie di tragedie attiche‚ soprattutto tragedie euripidee ‚ largamente note al pubblico del tempo.
 
Nella nostra messa in scena ci si è voluti riferire a questo genere che‚ da quanto riportato‚ aveva la caratteristica di essere recitata a braccio‚ seguendo un canovaccio tipico‚ ma solitamente senza prove che precedessero la rappresentazione‚ quasi che veramente i protagonisti fossero a ciò costretti dall'incalzare della tragedia e della necessità di vestire subito la stessa di farsa.
La scelta non è formale quanto di significato‚ volendo noi privilegiare il senso di ambiguità e di smarrimento‚ sentimenti che attraversano tutti i personaggi dell'opera. Lo Ione è uno tra i più antichi esempi di dramma a intreccio ‚ tutto giocato sugli equivoci dell'identità e percorso da un'ironia sottile che fa dei suoi personaggi degli eroi minuscoli‚ incapsulati nel loro inconsapevole gioco delle parti e ‚ alla fine‚ riscattati dai capricci del destino. Le problematiche distintive della produzione euripidea quali la condizione della donna‚ dello straniero‚ l'abuso degli dei sulle sorti umane‚ l'insondabilità del caso .....‚- vengono interamente riproposte in questa opera ma all'interno di una atmosfera rarefatta. Le dinamiche si dissolvono in uno svolgimento di fatti gia anticipati allo spettatore. L'intera vicenda ( e le sue conclusioni) è reiterata più volte‚ dal prologo all'inizio eppoi ostinatamente ripetuta da ogni uno dei personaggi ‚ quasi angolazioni della stessa esistenza che non si decide a soluzionarsi se non per l'intervento di Athena – il deus ex machina.
Tutto ciò sembra indicare che non è importante la vicenda di per sè quanto i rapporti tra gli uomini con i propri drammi personali.
E il lieto fine è pur sempre una fine tragica : nello Ione‚ (come nell'Elena) il finale propiziato dal caso dimostra‚ tragicamente‚ come l'uomo sia in balia di un destino. Ciò che emana questa tragedia dell'estrema maturità di Euripide è un angoscioso senso di debolezza e di precarietà della condizione umana‚ sottratta sia a un disegno provvidenziale divino sia al dominio della ragione.
 
La scena è sgombera‚ al centro una serie di persone lavorano all'unisono attorno ad un grande cencio‚ forse un sipario o una tela teatrale‚ sono vestiti come gli abitanti di Aleppo‚ città sede di scambi e in cui si intrecciano varie e diverse culture. Una cantilena si trasforma in ritmo e la vicenda dello Ione‚ quasi una storia antica‚ viene raccontata dal capocomico‚ mastro egli stesso della tessitura. Man mano che la storia prende corpo i personaggi subentrano al centro della tela‚ quasi loro stessi disegni di arabeschi esotici. Creusa e Ione son i personaggi della tragedia‚ Xuto‚ gli dei‚ il coro e gli altri ...quelli della commedia. Il continuo entrare e uscire dalla vicenda di Ione e dalla storia della compagnia capocomicale creano un atmosfera paradossale‚ inverosimile per llo schizzofrenico sovrapporsi della commedia e della tragedia. Sarà il teatro a porre fine a questa opera attraverso il capocomico‚ vecchio Xuto che centillinna lae parole di Athena a lui riferite : lo si lasci godere "la sua bella illusione".

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