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arte contemporanea - doppia personale di Atanasio Giuseppe Elia e Luigi Galofaro
Cosa Arte
Quando dal 11 al 26 febbraio 2012 Ore 18
Dove Galleria d'Arte SPAZIO 30 / Via Roma 30 - Siracusa
Info tel.348 7557991 email: spaziotrenta@hotmail.it
Atanasio Giuseppe Elia

Atanasio Giuseppe Elia è nato nel 1945 a Patrasso (Grecia). A Comiso intraprende gli studi artistici presso l'Istituto Stataled'Arte, iniziando la sua formazione culturale artistica. Nel 1964 insegna Discipline Pittoriche presso l'Istituto Statale d'Arte“F.Juvara” di San Cataldo e dal 1978 al 2004 ne diventa Dirigente Scolastico.
Dal 1963 è presente in numerose e significativi premi, rassegne nazionali e internazionali, e annovera nel suo curriculum parecchiemostre personali. Sue opere si trovano presso collezioni pubbliche e private. Alla sua opera si sono interessati vari quotidiani e rivistespecializzate. Fa parte del Collettivo BAI di Comiso ed è socio benemerito del Centro Nazionale di Grafica Italia Bianco-Nero diArezzo.
Recentemente ha partecipato:
Nel 2011 è invitato alla Mostra Internazionale ” Mediterraneo &Cinema“, presso la Galleria Infantellina Contemporary diBerlino;alla Mostra d'Arte “Il Novecento percorsi dell'anima tra arte, cultura e spiritualità”, Museo della Cattedrale di Ragusa e al 16° Premio “SaturArte 2011”, Palazzo Stella,Genova. E' presente alla Rassegna,“ Made in Sicily”, centosettantasei artisti si raccontano, svoltasi alla Galleria d'Arte Moderna Le Ciminiere di Catania, e all'Albergo dei Poveri,di Palermo,a cura di Nicolò D'Alessandro.
Dal novembre 2010 con il Collettivo BAI è presente nelle seguenti prestigiose sedi: Ottagono di Santa Caterina,Cefalù; Galleria d'Arte Moderna,Paternò; Palazzo Palermo di Lazzarini, Sciacca e alla Sala del Granaio,Modica. Con testi di B. Corallo, E. Gianni e L. Marziano.
Importanti le ultime personali nel 2011,al Palazzo delle ex Poste Centrali a Caltanissetta, con testi di Diego Gulizia, Massimo Naro e Rosanna Zaffuto Rovello, e alla Galleria d'Arte Atrebates di Dozza. ( BO ) Vive e lavora a San Cataldo.
Della sua opera e della sua personalità artistica si sono interessati critici a livello nazionale e internazionale.

[…] Altri vi rinverranno le tracce di una deriva dei continenti, altri i frantumi di un vetro spezzato.
In certe ultime prove parrà ad alcuni che Elia abbia rinunciato a comporre per blocchi sagomati di colore, lasciandolo colare e raggrumarsi in corde e filamenti per emulare le trame sottili dei sogni; altri ancora, da certe fenditure sulla superficie delle tavole, si convinceranno che egli abbia infine trovato la strada che conduce a nuovi mondi, a diverse dimensioni. Quello che conta, in realtà, non
è tanto la capacità soggettiva di chi osserva i dipinti di formalizzare emozioni, quanto quella propria degli oggetti di suscitarle attivamente. E tutto si può affermare dell'artista fuorché che manchi di appeal, che cioè non sappia toccare le corde profonde dell'animo umano come solo sa fare chi vi si è calato dentro, per poi salire in superficie col suo carico di minerali preziosi e di domande irrisolte. Perché questa, non altra, è la missione di Atanasio Giuseppe Elia: scomparire volando su un carro dorato, come il profeta che porta il suo nome, ma solo dopo averci insegnato a tornare bambini, a coltivare lo stupore, a gettare ponti tra i territori più irraggiungibili e segreti della nostra realtà.
Andrea Guastella ( Andrea Guastella,Un aeroporto per l'arte, Lions Comiso Terra Iblea,2010,pag.37-38)



[…] L'artista racconta il suo viaggio,lo descrive come se avesse a sua disposizione una penna piuttosto che un pennello e lascia all'osservatore percepire non solo il piacere del viaggio ma anche la sua pericolosità. Tutto, infatti, può infrangersi ed indurre ad aprire gli occhi alla realtà; ma è un viaggio che attrae e mobilita interiormente. La stessa presenza di pochi colori,il giallo che perde cromia trasformandosi in bianco o facendosi “ percuotere “ dal profondo blu, su cui galleggia una piccola membrana di rosso,è indicativa del numero ridotto di significanti a disposizione per una migliore accoglienza del senso ultimo dell'opera. Ma anche là, dove sono diverse tonalità cromatiche a dominare,il significato ultimo non cambia a motivo delle diverse stratificazioni dovute alla sovrapposizione dei momenti che lo hanno sostanziato. All'osservatore non resta, perciò, che continuare virtualmente questo onirico viaggio perché non sempre il suo si distanzia così tanto da quello dell'artista da non trovare legami di particolare profondità.[…] Eugenio Gianni ( Eugenio Gianni, Collettivo BAI Comiso,Studio d'arte Lirismo d'autore,Comiso, 2010, pag.21 )




[…] Ma la realtà non appare nella sua effigie quotidiana, nel suo resoconto fotografico. Essa acquisisce i colori della tavolozza pittorica di Elia, le vetrate assumono le stesure cromatiche della sua ricerca, i palazzi ostentano ora i suoi azzurri e ora i suoi grigi trasparenti, le auto si polarizzano d'oltremare o di un giallo fosforescente. La realtà viene interiorizzata e trasposta su un nuovo livello
esistenziale, dove le cromie sostituiscono gli aspetti materici, le variazioni tonali le profondità spaziali e i contrasti cromatici le sovrapposizioni volumetriche. I gradienti di profondità si annullano in sovrapposizione di stesure monocrome e lo spazio si traduce in colore.
Nel processo di interiorizzazione la realtà da percetto visivo si trasforma in stimolo, impulso, sollecitazione e mentre da un lato acquisisce le caratteristiche del lessico dell'artista, dall'altro ne estrae le forme pure del suo vocabolario. Semplici intuizioni, deboli punti di tangenza, esili continuità, ma tali da estrarre maieuticamente ora tenui velature, ora stesure marcate, ora campiture trasparenti dalle quali affiorano nitide realtà interiorizzate o stentoree forme dai contorni geometrici che simulano evocazioni reali.[…] Diego Gulizia ( Diego Gulizia, Arte in Arte, Caltanissetta, 2011, pag.14 )



















Luigi Galofaro


L. Galofaro nasce a Comiso nel 1944. Nel 1961 consegue il titolo di maestro d'arte a Perugia. Al 1969 risale la prima personale, presso la galleria “Ponte 2” di Ragusa, con testo di E. Leopardi. Cinque anni dopo partecipa alla quadriennale “La nuova generazione”, presso il palazzo delle esposizioni a Roma. Nello stesso anno viene organizzata presso la galleria d'arte di Siracusa, “La Quadriga”, la seconda personale, presentata da A. Cortese. Nel 1977 riceve il “Premio Comiso” per la scultura alla “Biennale Città di Comiso”. Nel 1978 espone a Roma presso la galleria “Il Babuino”. Nel 1993 una sua scultura viene collocata nel cortile del palazzetto dello sport della sua città. Nel 2006 partecipa alla collettiva itinerante “Una scuola una generazione”, che fa rivivere il collettivo B.A.I. (Bottega d'Arte Ippari), con testi di L. Marziano, E. Giannì, C. Corallo, in seguito alla quale è presente ad un ciclo di mostre itineranti tenutesi in sedi prestigiose delle seguenti città: San Cataldo, Arcidosso, Gorizia, Gubbio, Stefanaconi, Reggio Calabria, Enna, Cefalù, Paternò, Sciacca e Modica. Contemporaneamente partecipa a mostre personali a due e a tre. Nel settembre 2008 l'artista espone, insieme al pittore A. G. Elia, a Palermo presso il centro cuturale in una mostra dal titolo “I colori e le forme dell'anima”, con testo di Nunzio Zago. Recentemente entrambi, espongono a Comiso, presso il Foyer del Teatro Naselli in una mostra dal titolo “I Cercatori di Fuoco” con testo di A. Guastella. A giugno dello stesso anno Galofaro è presente alla mostra”Un Aeroporto per l'Arte-Ventotto volti una città”, a cura di A. Guastella, allestita presso il Foyer del Teatro Naselli a Comiso. Nel settembre 2011 espone alla “Galleria degli Archi” di Comiso, partecipando alla rassegna di mostre “Sul segno degli artisti”, a cura di Salvatore Schembari. L'artista vive e lavora nella sua città natale.
Alle sue opere si sono interessati riviste e quotidiani, oltre a numerosi critici.



[…]I menhir di metallo cui a partire dagli anni settanta egli lavora non sono, a ben vedere, corpi astratti e inespugnabili; spesso si interrompono al centro, dividendosi in tronconi fuori asse come antiche colonne di un tempio diruto. La scala per raggiungere il fuoco è ormai spezzata e, perché non cada al suolo, occorre ricorrere a zeppe e congiunzioni: tanto varrà, perciò, portare il cielo sulla terra, soffermarsi sul vento che trapassa la materia. E' questo il momento in cui Galofaro cessa di scomporre e ricomporre le sculture in blocchi modulari e le martella di fori, finestre, gallerie, rinnegandone la compattezza e, insieme, denunciandone la leggerezza insostenibile. La sua attenzione si volge ora non tanto al contrapposto dei volumi quanto alle superfici, alternativamente ruvide e lisce, sdrucciolevoli e scalfite di diverso colore e consistenza. […]
Andrea Guastella
( Andrea Guastella, I cercatori di fuoco,Edizione Istituzione “S.Fiume”Comiso,2010 )


[…]Nella scultura di Galofaro, che predilige i metalli (ferro, ottone e acciaio) e il gioco delle modulazioni e delle tensioni strutturali, il presupposto umanistico non è immediatamente percepibile, dissimulato dal razionalismo modernista e tecnologico. In realtà, il contrasto tra superfici levigate ed aspre, la combustione delle saldature, il montaggio di materiali diversi, introducono elementi di drammatizzazione che nel tempo hanno anche acquisito, sempre più, vere e proprie connotazioni cromatiche, “pittoriche”, la cui simbologia non deve sfuggire. Del resto, già i titoli delle opere di Galofaro, Analogie, Vibrazioni, Intensi stati d'animo, ecc., reclamano una lettura in chiave, diciamo così, storico-esistenziale, rimandano a una dialettica di positivo e negativo, ordine e caos, luce e lutto che ci assilla, che attraversa continuamente la nostra vita. Con in più un' ansia di superamento verso l'alto, una ricerca di assoluto e di autentico alla quale allude l'archetipo della stele o del totem che lo scultore comisano ripropone ossessivamente.[...]
Nunzio Zago
( Nunzio Zago, I colori e le forme dell'anima,Edizione Biotos, Palermo,2008 )


[…]Le frantumazioni, le esposizioni delle superfici tendono a volte a richiudersi evidenziando viepiù la dimensione totemica o ad
aprirsi ad un dilagante flusso spaziale. Talune strutture parietali sono costruite per piani plastici, che assumono le cromie connaturate
ai materiali impiegati come la luminosità dell'acciaio o la solenne gravità del piombo.[…]
Luciano Marziano
( Luciano Marziano, Collettivo BAI Comiso,Studi d'arte Lirismo d'autore,Comiso,2010, pag.30 )


Spazio
30
Via Roma 30 Siracusa tel.348 7557991
email: spaziotrenta@hotmail.it
www.spaziotrenta.it

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