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Andre Midaikita Interview

Tra i membri fondatori dei Catania Faya, Midaikita aka Andrea ha segnato con la sua musica tracce ‘indelebili’ non solo all’interno di questa appassionata crew.
Cosa Appunti
Pubblicato il 09 novembre 2012 da Roberta Amenta
Midaikita, ph Renzo Biondi
Andre Midaikita Interview
By Roberta Amenta
 
Midaikita è un nome che sembra quasi incutere un certo timore e magari a qualche appassionato di videogame potrebbe risultare familiare. Ma da paura, nell’accezione positiva del termine, qui c’è solo la sua musica.
 
Tra i membri fondatori dei Catania Faya, Midaikita aka Andrea ha segnato con la sua musica tracce ‘indelebili’ non solo all’interno di questa appassionata crew.
 
Procedendo a passi da gigante nell’impervio mondo del rap, ha sfornato da pochissimo il suo secondo lavoro intitolato TrasfuSuoni, perfetto sèguito di Nero Inferno; a voi non resta che scaricarlo in free download ed ascoltarlo tutto d’un fiato, ma non prima di aver letto quello che ci ha raccontato.
 
Raccontaci un po’ la tua biografia musicale, quando e come ti sei approcciato all’hip hop
Dal punto di vista musicale mi sono avvicinato al Rap qualche anno dopo l'incontro folgorante con la cultura Hip Hop. Avevo quasi 14 anni quando conobbi un writer di Belluno in vacanza in Sicilia il quale mi prestò qualche fanzine di aerosol art e alcune cassette rap. Ricordo ancora i brividi al primo ascolto di “Neffa e i Messaggeri della Dopa”. Di lì a poco iniziai i primi approcci con il writing, ma ero più che altro un bomber che usciva a fare tag e argentoni veloci; finché nel 2001 non decisi di disimpegnarmi come writer per imparare a fare Rap. La sostanziale differenza tra chi vive in città e chi cresce in una realtà di paese come me è che non esistono modelli da seguire per via diretta; andavo avanti a tentativi ascoltando la golden age del rap italiano (Neffa e Deda, Colle der Fomento, Kaos, OTR) e gli Mc's americani (Nas, Chuck D, Dilated Peoples, BlackStars,Wu Tang) nell'intento di imparare più possibile e fare freestyle per affinare le tecniche. Nel 2002 mi sono trasferito a Catania e ho conosciuto quegli elementi con cui è nata Catania Faya, grazie ai quali ho imparato ad avere uno stile personale e riconoscibile.
 
Curiosità personale: perché Midaikita?
Il nome Midaikita nasce dall'unione della mia tag storica “Mida” con Aikita che era il cognome di un personaggio di un videogame abbastanza ostico che non riuscivo mai a battere. A quel punto, dato che suonava anche bene l'ho inglobato nella tag, con il proposito di “rompere le scatole” e non darmi mai per vinto esattamente come il personaggio del videogame.
 
Catania Faya. Chi sono, quando sono nati e quali sono le aspirazioni di questa crew?
Catania Faya è nata dall'unione di diverse realtà quali Audioritratti, Nero Inferno, EnzoJehnzo, Noema e Diskarex e Panz. Sul treno di ritorno da Roma, dove si era tenuto un contest di freestyle, alcuni di noi, principalmente Panz, Noema e gli Audioritratti decisero di riunire tutta la “cricca” in un unico collettivo, Catania Faya appunto. In seguito alcuni incidenti di percorso hanno causato delle separazioni. La formazione attuale è composta da Noema, Panzone, DiskaRex, EnzoJehnzo e Midaikita. Le nostre aspirazioni prima di tutto sono quelle di fare buona musica rap, nei modi e nella forma che noi riteniamo la più indicata, ovvero senza la frivolezza di contenuti che caratterizza gran parte della rap music italiana contemporanea. In secondo luogo ci piacerebbe essere, con le dovute proporzioni, ciò che tra gli anni 80’ e 90’ erano negli USA i Public Enemy, ovvero un collettivo rap al passo con i tempi ma capace di far pensare e riflettere oltre che intrattenere.
 
Indelebile è l’amore per la musica ma anche per il calcio? Musica a parte, ho visto che hai anche un blog di calcio. Mettiamo queste due passioni allo stesso livello?
Indelebile innanzitutto è amore a 360 gradi. E' un inno alla dedizione e al sudore versato per le proprie passioni. Chi ama vuole lasciare un segno che non svanisca e sia nel quotidiano che nella musica l'obiettivo primario è lasciare un'impronta importante costi quel che costi. Per quel che riguarda il calcio non si tratta di una passione ma, ironicamente, quasi di una malattia. Non sono un tifoso abbagliato dal grande calcio, tifo per il Catania ma anche per una squadra argentina, il Boca Juniors, della quale custodisco gadget, maglie e felpe come fossero reliquie. Il blog è semplicemente un Bar Sport virtuale attraverso il quale esprimo miei pareri e sensazioni e li confronto con gli “aficionados”; ma la musica è altro. Il calcio lo vivo in maniera più istintiva, la musica invece è qualcosa di più intimo e allo stesso tempo ragionato. Quando parlo di musica ho un rispetto diverso, una sorta di sacralità nel trattarla, anche perchè ho la fortuna di esser cresciuto tra una montagna di cassette e vinili di molti generi diversi.
 
Poche settimane fa è uscito il tuo nuovo album, TrasfuSuoni. Qual è, ancora a pochi giorni di distanza, la reazione che hai percepito da parte del pubblico.
Il parere della gente che ha avuto la cortesia di contattarmi o dirmi di persona cosa ne pensava è stato davvero ottimo. La cosa che più mi ha reso fiero del lavoro è che non c'è una canzone che è universalmente riconosciuta come la migliore dell'EP. Pur identificandosi più o meno in tutti i pezzi, ognuno ha colto una diversa sfumatura da ogni traccia e l'ha preferita alle altre. In più abbiamo registrato parecchi download del disco e ciò non può che essere positivo e stimolante per il futuro.
 
Cos’è cambiato rispetto ai tuoi precedenti lavori, ad esempio rispetto a Nero Inferno? Hai voluto mantenere sempre una linea retta?
La continuità con Nero Inferno è chiara. Basti pensare che il primo pezzo che abbiamo lanciato, “Indelebile”, inizia esattamente come finiva l'ultima traccia del lavoro precedente, ovvero “L'amore non si cancella”. L'attitudine è rimasta identica, ciò che cambia è la maturità sia dei temi trattati sia dell'approccio alla composizione delle tracce, oltre ovviamente alla mia maturazione personale prettamente anagrafica. Un disco concepito a 22 anni è diverso da un altro realizzato a 28.
Ciò che è inoltre cambiato rispetto al passato è che se prima mi occupavo del 50% dei testi, essendo parte di un duo, adesso ho lavorato totalmente da solo e ho persino realizzato i beats in due tracce. Aldilà di tutto credo sia sempre un punto di forza riuscire ad essere coerenti con se stessi nella musica che si fa. Quello che viene fuori non è un personaggio, Midaikita corrisponde in tutto e per tutto ad Andrea.
 
Il video di Indelebile è girato a Catania. Qual è il tuo rapporto con questa città? Vorresti allargare i tuoi orizzonti oltre l’isola?
Catania è la città che mi ha adottato, nella quale ho studiato e sono cresciuto. Adesso che vivo nell'hinterland mi manca parecchio, anche se ci torno spesso. Credo sia una città stupenda, anche se sotto certi aspetti dimenticata e abbandonata a se stessa, ma sempre capace di rigenerarsi e mostrarsi in tutta la sua unicità. Reputo necessario però il confronto con realtà diverse, fondamentale per la propria crescita personale. Ho avuto la fortuna di viaggiare e visitare luoghi e culture agli antipodi e spero di poterlo fare anche in futuro. Di certo, lavorativamente parlando, il periodo non è dei migliori e la prospettiva di un'emigrazione coatta lontano dalla mia terra appare al momento quasi inevitabile.
 
Tante le collaborazioni nella tua carriera. Quale ti manca magari come sogno nel cassetto?
Potrei fare una lista, ma credo che chi fa rap oggi in Italia così come lo concepisco io non possa non fare il nome del Danno. Alla voce sogni irrealizzabili potrei indicare Chuck D e Termanology. Se invece dovessi fare un nome, aldilà dell' hip hop, direi senza pensarci due volte i Black Keys, che seguo da anni ancor prima del meritatissimo consenso che stanno oggi ottenendo anche in Europa.
 
È presto per parlarne visto che è da poco uscito l’album ma quali sono i tuoi progetti futuri?
Non è per nulla presto in realtà. A breve proveremo a concretizzare l'idea di un EP con DiskaRex e Panz, siamo già alla fase di scrittura e ci auguriamo di far tutto nel più breve tempo possibile. Inoltre sto già selezionando i beats per il nuovo disco solista, ma ci vorrà sicuramente qualche mese in più. Per finire sono impegnato nel realizzare numerosi featurings sia per progetti che riguardano la mia crew, sia per Mc's, DJ's e Beatmakers che stimo e che mi hanno voluto nei loro lavori.
Nelle vesti di beatmaker sto invece facendo delle produzioni per altri rappers.
 
Ci dici dove è possibile ascoltare il tuo nuovo album.
L'EP “TrasfuSuoni” è scaricabile gratuitamente dal link presente sotto il Player nel nostro bandcamp http://cataniafaya.bandcamp.com/
Per chi volesse il link diretto al download è http://www.mediafire.com/?vzgc8g6gxbu68oi