Autunno 1988. Con l’Associazione Culturale Quo Vadis aprivamo un varco nell’informazione editoriale, uno sguardo ancora ingenuo verso i primi fermenti culturali che si muovono in città. Molte le collaborazioni che si sono susseguite nei due anni di esperienza Q. V. è li che si scaldano le penne di Max Prestia, Giacomo Cottone, Marco Marano, Roberto Milone, Carlo Nanni, Sebastiano Gulisano. E le chine e l’occhio artistico di Natale Platania, Carlo Nanni, Giuseppe Tomasello, Alessio Spataro… Erano già attive le rassegne di Associazione Musicale Etnea, diretta da Enrico Failla, Catania Jazz al Metropolitan, il Brass Group al Nuovo Teatro e il Cinestudio all’Ariston e poco altro. Aveva da poco aperto il Nievski, primo luogo di ritrovo notturno al centro. La stagione del Korova era finita. L’impegno era enorme: una rivista di 32 pagine in distribuzione gratuita in giro per i pochi locali che cominciavano a nascere e le poche (ma spesso validissime) produzioni culturali. Un solo anno di esperienza che avrebbe scoraggiato chiunque. Anche noi infatti. Abbiamo dovuto così aspettare un altro intero anno per ripartire da LAPIS.
• Estate 1990. Con la Cooperativa Arca comincia una nuova lunga strada. Il quindicinnale, sotto la direzione non troppo responsabile di Lillo Venezia, apre la sua storia con uno Speciale Estate 1990 dal formato innovativo: una locandina che si richiude a fisarmonica e può diventare un opuscolo da leggere in giro tra garage e gallerie, cinema d’essai e teatri d’avanguardia; un foglio ‘sperimentale’ - underground - ma rigoroso, forse rigido nella sua forma, e che vuole farsi strada tra le pulsioni di una città piena di fermenti... vulcanici! È uno tra i primi esperimenti che la nuova grafica, del ‘desktop publishing’ da pochi anni collaudato, propone (niente internet e rari scanner costosissimi...). È un ’free-press’ che già nell’esperienza Quo Vadis! aveva confermato essere un modello con grande potenziale di espansione. Ridurre quindi i costi, trasformare il magazine in foglio/locandina e opuscolo/tascabile; tutte le informazioni possibili e la massima puntualità. Tanti ottimi requisiti quindi, ma sopratutto il desiderio di partecipare attivamente al fermento culturale che la città esprimeva. è la stagione di Cycolpe Records, Indigena records, Famiglia Sfuggita, Kunsertu, Uzeda, Flor de Mal… E sono queste le realtà più attente e coraggiose, le prime a credere nell’importanza di un circuito di informazione sul territorio, come occasione fondamentale per la crescita culturale della città. Da subito promuoviamo i cartelloni dell’Ame, attenta alle contaminazioni, la ricerca e le musiche di frontiera; il Brass Group, allora al Nuovo Teatro a Picanello teneva alta la tradizione del jazz in città portando negli anni i mostri sacri del jazz internazionale, e Catania Jazz, più attento alle contaminazioni e il nuovi linguaggi del jazz, la Galleria Andrea Cefaly, lo sguardo più attento al contemporaneo artistico in città. Cinestudio programmava i film cult della stagione all’Ariston e all’Arena Argentina d’estate. La città notturna comincia a popolarsi: dopo il Nievski, appaiono su Lapis The Other Place, Danubio Blu, Ixtlan, Mwai, Picasso, Meikadeh, La Cartiera, Makumba, Sonnambula, Picos, e lo storico Sticky Fingers a San Gregorio. L’estate dà il via alle rassegne all’aperto nel centro storico: Catania città aperta, Terrazza in via crociferi, Note a Margine, Sicilia Jazz Estate. Nel ’92 Indigena records produce l’esordio dei Quartared Shadow, la prima band di Cesare Basile e Sonia Brex. Nuccio la Ferlita produce gli Uzeda e lo presenta in un nuovo spazio occupato autogestito al centro: l’Auro. Intanto Aleph pubblica il 1° cd solista di Rosalba Bentivoglio; Carmen Consoli fa i suoi primi concerti nei club con la sua Moon Dogs band. Lapis è sempre più seguito e usato: Teatro club, Arte Musica di Enrico Scandurra, Rock 86, Opera, Musicland, Il Sigillo, I Tre Barboni, I concerti di Primavera dell’Ist. Musicale Ganassi, Teatro Bellini, Cbs, Yoga Samaj sono le realtà che sono cresciute insieme a noi. E' in questo momento che con Famiglia Sfuggita lanciamo il I° censimento delle forze di produzioni non convenzionali catanesi. Lapis n. 27 ospita il primo Segnalapis dedicato a Henry Threadgill very very circus. Il Segnalapis approfondisce alcuni eventi scelti in calendario. Questa rubrica nel tempo troverà sempre più spazio determinando, insieme alla copertina e successivamente alla citazione, quel taglio artistico che ha caratterizzato la nostra “matita”. Entusiasti di una città che si risvegliava, entriamo nell’etere con la trasmissione radiofonica I Suoni di Lapis, a cura di Davide Spampinato e Ninni Morgia, su Radio Centro Etneo.
In Italia intanto esplodeva il fenomeno delle ‘posse’, e noi annunciavamo la nostra prima vera Festa di Lapis dal 10 al 26 luglio del ‘92 Catania Città Aperta, in collaborazione con il Nievski, 17 giorni a ingresso gratuito di musica live, incontri, stand e ristori in quella oggi dimenticata piazza Europa.
La nuova stagione autunnale vede aprire una miriade di associazioni e club. Le rassegne cinematografiche in città si moltiplicavano. I Lunedi del Cinema d’Autore all’Alfieri, Odeonotte all’Odeon, lo Xiphonia ad Acireale. Famiglia Sfuggita è alla III edizione di Pollicino, rassegna di video e musica al Teatro Club. Nascono pure le prime rassegne di cabaret. Ridere in Teatro è quella proposta al Nuovo Teatro da Ecco Godot. Rock 86 porta i Gong il 23 novembre al Nuovo Teatro. Il circuito Lapis si allargava accompagnando le aperture di nuovi spazi come Zero in Condotta, film e concerti, Botteghe Oscure, Taarna Irish pub, A Conca, che combinava gastronomia e proposte live coraggiose a Sant’Agata Li Battiati, il Tuula e Il Gatto d’Oro ad Acitrezza, Memphis e Valentina pub ad Acireale, lo Sciarbàat, tra i primi ristoranti a organizzare mostre ed esposizioni, a Riposto; Passopomo e il Minicucco sull’Etna. Apparivano i primi concorsi per la musica: Mister Rock Sicilia è il 1° festival della musica rock regionale, con oltre 20 band partecipanti e ospiti quali Gronge, Novalia e Uzeda. Lapis è anche in giuria.
I primi giorni del 1993 apre I Carbonari, e noi siamo li, per l’occasione, con una nuova Festa di Lapis, la prima in formato club, presentando i nomi più interessanti del censimento delle produzioni creative lanciato dal nostro foglio. Giuseppe Tomasello, Antonio Pagliaro e Erwin; Metropolis magazine of arts & comics della redazione Blade Runner, la performance del Molo2 con Antonella Milone, e sul palco I Lautari, Do Do e Uzeda. Il Balletto di Sicilia, poi rinominata Zappalà Danza, di Roberto Zappalà esordisce con E=mcx; Fuoriscena propone piccole formazioni classiche alla Sala Magma. In primavera si aprono nuovi spazi per la musica: Il primo locale ad aprire in via Penninello è il Cafè Theatre, aperto già all’ora del tea. Rock 86 organizza i pulman e prevendite per i grossi concerti in Italia: Bruce Spreengsten, Guns’ n’ Roses, U2, Sting, Paul Mc Cartney… Intanto Settegiorni Lapis è il programma settimanale condotto da Antonio Marchese su Radio Marte, mentre Crossover è il programma di Lapis in Tv, condotto da Paola Maugeri su Rei Tv. In estate organizziamo all’Empire estivo a Mascalucia Sinergie Notturne, con i live di Xangò. Su quel palco Al Daravish, 88Tasti. L’Azienda Autonoma provinciale per l’Incremento Turistico promuove Catania Musica Estate 1993 all’Odeon Romano e la Terrazza in via Crociferi. Quell’estate il The Other Place e Picasso inventano il ritrovo sotto le stelle al centro storico: Restate a Catania. Intanto le rock band locali si moltiplicano. Rock 86 produce 095. Codice interattivo, compilation manifesto della scena musciale indipendente catanese. Una prima vetrina della scena locale al vecchio Ente Fiera della playa: Silver Trio, Box beat, Blue in Blues, Appalusa Victor, Funky Knights, Uzeda, Quartered Shadow, Rosso Maltese, Latinero, Enigma, Dixieland Band, original Combo, Orange Juice, Allia & De Vito, Mario Venuti, Roberto Ciotti, Kunsertu, Rossana Casale, Toni Esposito… Lapis n. 60 è il primo speciale in Sicilia che allarga in maniera determinante i suoi orizzonti geografici e comprende segnalazioni da tutta l’isola. Electra Tribe di Carmelo Milea propone, in improbabili location, i concerti della nuova scena rock italiana: Suono Modù, Persiana Jones, Papa Ricky, Afterhours. Con il n. 66 esce il primo Lapis “Il Supplemento” – contenitore di voci ed idee, edizione monotematica ed aperiodica di approfondimenti sulle realtà locali, questo primo numero dedicato all’associazione Strada Amica. Il 1993 si chiude con l’omaggio in copertina a Frank Zappa (n. 68).
1994 Siamo ancora a traccciare itinerari sonori con il marchio Festa di Lapis, ospitando la tappa regionale di A Sud di nessun Nord: il 14 gennaio sul palco del Palasport di Acireale suonano Gang, Casino Royale, Almamegretta e, la guest siciliana Kunsertu, che quell’anno pubblicava Fannan, al quale dedichiamo la copertina di Lapis 69. Di A Sud di Nessun Nord seguirà la versione estiva alla Roccanormanna di Paternò con Almamegretta, Flor de Mal, Mau Mau, Sed est, Negrita e Uzeda. Lapis si rempie di contenuti ed è pure in abbonamento: con Rock 86 e Musicland la rubrica ‘Novità dischi in uscita’, e la rubrica ‘Festival in Italia’ suggerisce una mappa ragionata dei più importanti festival fuori dall’isola. Al centro storico è il boom di locali. Sulla scia di questo fenomeno esce Il Supplemento Lapis Guida ragionata ai pub del centro storico, disegnata da Federico Baronello.
Era quel 1994 delle ‘discese in campo’ e noi pubblichiamo un’edizione siciliana d’emergenza de Il Male, diretto da Lillo Venezia, e con le amichevoli collaborazioni di Gianni Allegra, Dario Gulli, Mario Gargano, Anna Ciancio...
Sul n. 76 il nostro omaggio al “25 aprile – scendiamo in piazza” fa rumore e provoca i malumori del circuito più destroide dei pub del centro.
La stagione del Bellini si chiude con il concerto solo piano di Philippe Glass.
Il circuito dei locali cresce: il Nievski apre la trattoria; Rosanna De Fiore e Ignazio cucinano in via Coppola. Intorno al Massimo apre il Teatro Ridotto Eventi, il Santi Numi e a seguire un infinità di piccoli pub. D’estate la prima edizione del Lennon Festival a Belpasso, il Danza Etna Fest diretto da Roberto Zappalà a Zafferana è alla II edizione. A Caltagirone Nave Argo comincia a battersi per la costruzione di un Teatro. Noi chiudiamo l’anno sostenendo il concerto Sfangando per gli alluvionati del Piemonte con Flor de Mal, Blue in Blues, Uzeda, Mario Venuti, Nuovi Briganti, Cesare Basile, e lanciamo un nuovo progetto editoriale: Lapislazzuli.