"Morire suonando"

Luned́ 28 novembre a Palermo la “protesta in musica” delle associazioni escluse dai finanziamenti della Regione e sull’orlo del fallimento Musicisti in piazza da tutta la Sicilia per bloccare il piano di attribuzione 2011 Via Notarbartolo, 9 - ore 10.30
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Pubblicato il 26 novembre 2011 da Comunicato
 CATANIA, 26 novembre 2011 – Morire suonando. Decine di storiche associazioni culturali siciliane, organizzatrici di prestigiose rassegne musicali, stanno per fallire e scomparire dalla scena artistica in seguito alla mancata assegnazione da parte dell’Assessorato Regionale al Turismo e Spettacolo dei consueti finanziamenti. Una decisione improvvisa che giunge a fine novembre, a chiusura della stagione 2011, quando le associazioni sono già indebitate con le banche avendo contratto prestiti per anticipare le spese per i cachet degli artisti, contributi previdenziali, trasporti, vitto e alloggio, noleggio di attrezzature e strumenti musicali. 

A denunciare il caso, facendosi portavoce delle associazioni che lunedì si riuniranno a Palermo organizzando una straordinaria “protesta in musica” davanti alla sede dell’assessorato, in via Notarbartolo 9 (ore 10.30) - è Mario Gulisano, presidente dell’Associazione culturale Darshan di Catania, produttrice di importanti rassegne internazionali come Tarantafest, Classica & Dintorni, Alkantara fest, Meltin’folk, Zampognarea e Musicamilo che ogni anno coinvolgono centinaia di artisti siciliani, nazionali e internazionali. 

Alla manifestazione di lunedì a Palermo parteciperanno anche associazioni che il contributo annuale lo hanno ricevuto e che, per spirito di solidarietà nei confronti dei colleghi, si uniscono alla loro protesta. Nel sensibilizzare l’opinione pubblica chiederanno al Governo regionale di bloccare il piano di attribuzione 2011 – che taglia fuori dai contributi il 40% delle associazioni e di conseguenza condanna alla scomparsa decine di associazioni e di rassegne musicali da loro prodotte – e convocare un nuovo e qualificato Nucleo di Valutazione.

A protestare con l’Associazione Darshan lunedì a Palermo giungeranno da tutta la Sicilia: Curva Minore di Palermo, Musicale Parthenia di Messina, Cooperativa Orpheus di Caltanissetta, Zo Culture di Catania e Agimus, sezioni di Gela e di Caltanissetta. Associazioni di imprenditori culturali siciliani che negli anni – raro esempio di best practice - hanno creato una funzionale rete regionale di interazione e collaborazione per sostenere, in regime di cooperazione, gli impegni economici richiesti dalla programmazione di stagioni musicali. Quelle dei privati, infatti, coprono quasi l’80 per cento degli eventi in Sicilia e il mancato finanziamento da parte dell’Assessorato al Turismo e Spettacolo comporterebbe la scomparsa di molte di loro e delle rassegne, con tutto l’indotto che producono nel territorio.

“Oltre al danno immediato per le nostre associazioni ormai fortemente indebitate – spiega Mario Gulisano – la chiusura di decine di stagioni concertistiche produrrà, in proiezione, un danno in Sicilia per tutto l’indotto che genera il mondo della musica che, dai musicisti ai fonici, crea lavoro per decine di addetti al comparto dello spettacolo e, più in generale, produce economia per il territorio. Siamo oltremodo stupefatti perché il decreto assessoriale non prevedeva tagli al capitolo, rimasto invariato rispetto al 2010. Per questo – conclude Gulisano - chiediamo la convocazione di un nuovo Nucleo di Valutazione di comprovata esperienza che possa ragionevolmente esaminare la programmazione delle associazioni. Se ciò non avvenisse, Darshan e le altre associazioni sono destinate a scomparire dal panorama culturale siciliano: un vuoto incolmabile che priverà ogni provincia siciliana di eventi con artisti di rilievo, opportunità di lavoro per i giovani musicisti e svago per gli appassionati”.